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Omicidio Varani, sfogo di Foffo: “Prato mi ha plagiato, anche lui deve marcire in carcere”

Lo sfogo in procura di Manuel Foffo, in lacrime durante un interrogatorio lungo nove ore: «Quella notte abbiamo deciso di uccidere. Abbiamo preso coltello e martello, abbiamo provato anche a strangolare Luca. Ma non moriva. Avevo paura. È stato Marco Prato ad istigarmi, mi ha plagiato. Farò l’ergastolo, ma anche lui deve marcire qui»

Omicidio Varani, sfogo di Foffo: "Prato mi ha plagiato, anche lui deve marcire in carcere"

«Io sono disposto a farmi l’ergastolo, ma anche Prato se lo deve fare. Mi ha istigato e plagiato». È quanto dichiarato da Manuel Foffo, l’assassino, insieme all’amico Marco Prato, del 23enne Luca Varani, ucciso a Roma, nel quartiere periferico di Collatino, la notte tra giovedì 3 e venerdì 4 marzo, durante un festino a base di alcol e droga nell’appartamento di Foffo, al decimo piano di un palazzo di via Igino Giordani, prima stordito da dosi massicce di droga dello stupro, e poi massacrato con trenta colpi di coltello e martello. Nove ore di interrogatorio in cui Foffo ha spiegato come e perché è diventato un crudele assassino, oltre al ruolo che ha avuto nella mattanza il suo amico Marco Prato, noto pierre della movida romana, e gay dichiarato. «Nel delirio della droga ho assecondato la volontà e le devianze di Marco», ha raccontato Foffo in carcere, ascoltato dal sostituto procuratore Francesco Scavo e in presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Michele Andreano. «Quella notte abbiamo deciso di uccidere – ha continuato in lacrime – ed è stato un pensiero che non mi aveva mai sfiorato prima». «Quando Luca è entrato in casa, ci siamo guardati negli occhi ed è scattato un clic. Prato ha offerto a quel ragazzo il cocktail corretto e poi gli ha indicato il bagno: ‘Ti vogliamo pulito, fatti una doccia’», ha detto Manuel. Dopo la doccia Prato gli avrebbe confessato le loro reali intenzioni, avevano deciso le sue sorti: «Ti uccideremo». «Abbiamo preso coltello e martello – ha aggiunto Foffo – abbiamo provato anche a strangolarlo. Ma non moriva. Avevo paura». E ancora: «Non è vero che Prato mi ha solo guardato e baciato sulla testa mentre succedeva tutto. Era con me, ha partecipato. Anzi, prima mi aveva plagiato e istigato. Sono diventato una sua preda da quando ha filmato un nostro contatto a Capodanno, quando ci siamo conosciuti, dopo abbiamo assunto coca insieme».

«Questo stronzo deve morire»
Diversa invece la precedente ricostruzione di Marco Prato, che aveva dichiarato nel corso di un lungo interrogatorio che l’iniziativa di uccidere Luca era stata presa da Foffo. Dopo aver partecipato ad alcuni giochi erotici a tre, Manuel sarebbe impazzito chiedendogli di stordire la vittima con dei farmaci per fargli perdere lucidità, e poi di aiutarlo ad ucciderlo dopo che aveva iniziato a vomitare e a stare male. «Questo stronzo deve morire», gli avrebbe urlato più volte prima di passare all’azione omicida.



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