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Palermo, lite tra vicini sfocia in una sparatoria: muore un 68enne, ferito il figlio

Nel quartiere Borgo Nuovo di Palermo, i due fratelli Lo Monaco, hanno litigato con i vicini Barbagallo per i panni stesi. La prima parte del litigio è stata interrotta dai carabinieri, ma Francesco Lo Monaco ha preso la pistola poco dopo ed ucciso il capo famiglia Barbagallo, 68enne, e ferito il figlio Vincenzo di 48 anni

Palermo, lite tra vicini sfocia in una sparatoria: muore un 68enne, ferito il figlio

Una disputa tra vicini finita in disgrazia. Il luogo dove si è consumata la tragedia è il quartiere popolare Borgo Nuovo di Palermo, a Largo Pozzillo, dove Francesco Lo Monaco, di anni 51, ha sparato ed ucciso il suo vicino di casa Vincenzo Barbagallo, di 68 anni, e ferito il figlio Domenico, di 48. Da tempo le famiglie Barbagallo e Lo Monaco avevano rapporti molto tesi per via di qualche screzio avvenuto in passato, ed oggi c’è stato il degenero: i panni stesi dalla moglie di Vincenzo Barbagallo gocciolavano sul balcone dei fratelli Lo Monaco, Francesco e Giovanni, l’ultimo arrestato per trasporto illegale di materiale ferroso. Il litigio iniziale, avvenuto attorno alle 13 di sabato 23 giugno, era stato concluso e placato dalle forze dell’ordine chiamate con urgenza dalla famiglia Barbagallo. Nel frattempo, il litigio, aveva risvegliato l’attenzione degli altri condomini che hanno poi testimoniato reticentemente sul seguito della vicenda. Francesco Lo Monaco è rientrato nell’abitazione e, quando le forze dell’ordine se n’erano andate e le acque sembravano essersi calmate, è tornato con una pistola, una calibro 7,65, ed ha aperto il fuoco.

Barricato in casa
Domenico Barbagallo è stato ferito di striscio mentre cercava di difendere il padre; Vincenzo è stato poi ucciso dall’ultimo colpo sparato da Lo Monaco che ha ferito mortalmente il 68enne, lasciandolo in una pozza di sangue davanti all’inferriata del condominio. Dopo aver sparato, con una pistola illegalmente detenuta, Francesco Lo Monaco, si è barricato nell’abitazione, mentre i testimoni, e la famiglia Barbagallo, hanno richiamato le forze dell’ordine e anche i soccorsi. Sul posto decine di pattuglie di carabinieri, guidati dal colonnello Salvatore Altavilla, che hanno circondato l’edificio.

L’assediamento è durato un’ora prima che i gendarmi riuscissero ad entrare in casa e a bloccare l’uomo: Lo Monaco, poco prima che i carabinieri irrompessero, aveva tentato di disfarsi dell’arma da fuoco buttandola dalla finestra, poi rinvenuta assieme ad un bossolo e due cartucce inesplose. Mentre l’assassino è stato ammanettato e portato in caserma assieme al fratello Giovanni, in strada la disperazione aveva colpito la famiglia Barbagallo: il 68enne, quando è stato soccorso, era già morto. Il figlio è stato trasportato con un’autoambulanza assieme alla sorella Elvira, sotto shock per la vicenda. Il piazzale è stato poi sede fino a sera di carabinieri, in cerca di testimonianze, ambulanze e carro funebre.



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