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Pillola anticoncezionale, il calendario è stampato al contrario: 113 gravidanze indesiderate

Sul medicinale, il calendario che determinava i tempi per l’assunzione delle pillole contraccettive, era stato edito al contrario. Ora le donne gravide hanno fatto causa alla ditta farmaceutica

Pillola anticoncezionale, il calendario è stampato al contrario: 113 gravidanze indesiderate

Con i tempi che corrono a quanto pare, non è possibile neanche più fidarsi dei medicinali che assumiamo. Può capitare certo un’imprecisione di stampa o di produzione e in quel caso i medicinali vengono ritirati dal mercato prima che sia “troppo tardi”. In questo caso dovevano pensarci almeno un paio di mesi fa, forse tre. E’ successo negli Usa. La ditta produttrice in questione è la Qualitest Pharmaceuticals, una filiale di Endo Pharmaceuticals, che secondo le accuse avrebbe confezionato e messo in vendita anticoncezionali in ordine sbagliato, ruotando il calendario di 180 gradi stravolgendo l’orientamento della tavoletta settimanale. Dunque ora 113 donne di 28 stati diversi che assumevano la suddetta pillola, stanno portando avanti una gravidanza indesiderata. Molte di queste sono adolescenti, troppo giovani per poter badare ad una gravidanza. Tutte le puerpere ora hanno fatto causa alla casa farmaceutica, in un tribunale della Pennsylvania. Le donne accusano la ditta di aver messo in vendita non delle pillole capaci di controllare gli ormoni, ma solo pillole placebo di zucchero, lasciandole “senza una adeguata contraccezione” al momento sbagliato del mese.

Le future mamme hanno deciso di fare causa sostenute da associazioni – Le prossime mamme chiedono milioni di dollari di danni che racchiudono quelli patrimoniali futuri per i costi necessari per allevare un bambino fino all’età adulta, compresa l’istruzione nei confronti della Qualitest. Cindy Pearson, a capo del National Women’s Health Network, ha espresso la sua opinione in proposito: «Sarà dura dimostrare che queste donne sono rimaste gravide a causa dell’errore della casa farmaceutica». Difatti l’Endo ha confermato il suddetto errore, per il momento, su un solo blister di pillole che presentava l’imperfezione e che era stata venduta ad una paziente. I giudici, in questo caso hanno respinto ogni caso derivante dal richiamo, perché l’autore non ha potuto stabilire che avesse acquistato un pacchetto difettoso. «Ovviamente tutti sono bravi a difendersi, specie quando si tratta di colossi farmaceutici» ha dichiarato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da tempo si occupa anche d’informare i cittadini dei richiami e delle problematiche che riguardano la messa in commercio di farmaci con errori. Fatto sta, comunque che il caso americano costituisce un significativo precedente in materia che impone la massima attenzione per le cause farmaceutiche anche nel confezionamento dei propri prodotti.

L’Endo Pharmaceuticals si difende a sua volta
Da parte sua, l’Endo Pharmaceuticals, in una dichiarazione alla ABC News, ha asserito: «Il nostro impegno è quello per la sicurezza del paziente e prendiamo la qualità del prodotto molto sul serio. Non vi è alcun nuovo o recente richiamo del prodotto. Il richiamo in questione è stato del tutto volontario e si è verificato più di quattro anni fa, nel settembre 2011». Effettivamente nel 2011 ci fu anche un altro errore di confezionamento che spinse la società produttrice ad annunciare un richiamo volontario di otto marchi di pillole di controllo delle nascite. A quel tempo, Qualitest aveva riferito lo sbaglio che aveva causato l’orientamento settimanale della confezione che risultava essere invertita e dopo aver ritirato quanti più medicinali possibili, ne aveva oscurato i numeri di lotto delle pillole e le date di scadenza su alcuni pacchetti.

Quest’accaduto ora è diventato un segnale di monito per molte case farmaceutiche in tutto il mondo. Un’ottima scusa per ricontrollare nuovamente i medicinali, soprattutto quelli da prendere con una certa frequenza, soprattutto per una questione di salute del paziente.



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