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Regeni, tra pochi giorni l’incontro con il pool egiziano. Gentiloni: “Giungeremo alla verità”

Tra pochi giorni giungerà a Roma il pool di investigatori egiziani che il 7 e l’8 aprile avrà l’incontro con gli inquirenti italiani che stanno indagando sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano misteriosamente ucciso al Cairo tra gennaio e febbraio. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha promesso fermezza

Regeni, tra pochi giorni l'incontro con il pool egiziano. Gentiloni: "Giungeremo alla verità"

I prossimi 7 e 8 aprile avverrà l’incontro tra il pool di investigatori egiziani e gli omologhi italiani a Roma, in merito al dossier relativo alla morte del giovane ricercatore friulano Giulio Regeni, ucciso misteriosamente al Cairo tra gennaio e febbraio. Per la parte egiziana, parteciperanno all’incontro due magistrati e tre funzionari di Polizia, mentre per quella italiana presenzieranno i magistrati della procura di Roma e gli investigatori del Servizio centrale operativo della Polizia e del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri. Secondo fonti abbastanza attendibili della sicurezza egiziana, il pool nordafricano porterà a Roma un dossier di oltre 2000 pagine in cui sarebbero riportati tutti i filoni principali del delitto assieme agli interrogatori di 200 persone di molte nazionalità che avevano avuto a che fare con Regeni. Il rapporto metterebbe anche in evidenza tutte le piste battute dalla polizia egiziana in questi mesi, compresa quella famosa della banda criminale.

Il Cairo non considera più l’ipotesi dei criminali
Il dossier sarebbe corredato anche di decine di fotografie e di dettagli sulle relazioni di Regeni avvenute durante la sua permanenza in Egitto; intanto, il ministero degli Interni del Paese nordafricano fa marcia indietro rispetto all’ipotesi formulata nelle scorse settimane dagli investigatori del Cairo, che sostenevano come Giulio fosse stato torturato e ucciso da una banda di malviventi. Adesso, sostiene di non essere più sicuro al cento per cento di questa ipotesi, mentre ha assicurato che le indagini continuano e non si sono mai fermate. Come si sa, gli effetti personali di Regeni erano stati ritrovati nell’abitazione della sorella del capo della presunta banda assassina, i cui componenti erano rimasti ufficialmente uccisi in un blitz delle forze dell’ordine egiziane.

Le parole di Gentiloni
Nel corso di una sua udienza in Senato, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha assicurato fermezza nel trattamento del caso Regeni: «Ci fermeremo solo quando avremo ottenuto la verità; gli incontri dei prossimi giorni potrebbero essere decisivi nello sviluppo delle indagini – ha dichiarato – la collaborazione delle autorità egiziane, nel tempo, si è dimostrata generica e insufficiente, il dossier presentato precedentemente mancava di punti importanti e ulteriori difficoltà sono arrivate con l’accavallarsi di versioni sempre diverse e successivamente smentite, oltre a verità di comodo circolate in questi mesi con troppa frequenza e sempre al di fuori dei rapporti costituiti tra gli inquirenti. Non permetteremo che la dignità dell’Italia sia calpestata – ha poi concluso – se ci dovessero essere dei cambiamenti di marcia, il governo è pronto a reagire con le misure adeguate e immediate».



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