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Roma, il day after di Ignazio Marino: “Sto bene, devo ancora lavorare”

Ieri è iniziata l’era del dopo-Campidoglio per Ignazio Marino; le dimissioni sono state formalizzate e scadranno il 19 ottobre. “Sto molto bene, adesso devo finire il mio lavoro di sindaco” ha detto ai cronisti ieri mattina mentre entrava in comune per celebrare un matrimonio

Roma, il day after di Ignazio Marino: "Sto bene, devo ancora lavorare"

Ieri è stato il canonico “giorno dopo” per Ignazio Marino dopo le dimissioni da sindaco di Roma; le dimissioni sono state formalizzate e scadranno il prossimo 29 ottobre. Ieri mattina, Marino si è recato in Campidoglio, dove è entrato da un ingresso secondario, eludendo tutti i cronisti e fotografi assiepati che lo attendevano. Ha poi celebrato un matrimonio nella cosiddetta sala rossa. In una nota diffusa successivamente, Marino ha smentito categoricamente le indiscrezioni comparse sulla stampa in cui avrebbe addirittura minacciato di vendicarsi: «Leggo su alcuni quotidiani frasi che mi vengono attribuite – c’è scritto nella nota – le smentisco, non ho mai detto che “farò i nomi”. E’ tutto falso e sono quindi costretto ancora una volta a procedere con le querele oltre alle richieste di danni in sede civile. Si tratta di falsità che non ho mai pronunciato – prosegue poi il testo – si parla di telefonate tra me e Matteo Orfini avvenute nella giornata di ieri (due giorni fa, n.d.r.) che in realtà non sono mai state fatte, ho letto addirittura di mie frasi su mail inesistenti di Walter Veltroni pubblicate su “La Repubblica” oppure frasi pubblicate sul “Corriere della Sera” che mi attribuiscono l’esclamazione “ora farò i nomi”. E’ falso». Intanto, l’unico partito finora aperto ad una verifica è Sel, che ha chiesto però al sindaco di cambiare rotta: «Noi – ha scritto su Facebook il capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola – vogliamo andare avanti con il programma elettorale: è giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità e il rispetto del mandato. Altrimenti può anche confermare le dimissioni».



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