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Roma, maltrattavano e segregavano disabili in un centro di riabilitazione: 10 arresti

Giovani pazienti disabili del centro di riabilitazione di Grottaferrata insultati, picchiati e segregati nelle loro stanze dai dipendenti: dieci arresti, uno in carcere, nove ai domiciliari

Roma, maltrattavano e segregavano disabili in un centro di riabilitazione: 10 arresti

Maltrattavano, picchiavano e segregavano nelle loro stanze, giovani pazienti affetti da patologie neuropsichiatriche, ospiti del centro di riabilitazione di Grottaferrata, ai Castelli romani. Adesso 10 dipendenti della struttura dovranno rispondere delle accuse di maltrattamento e sequestro di persona. Ad eseguire gli arresti, dalle prime ore della mattina di lunedì 8 febbraio, i carabinieri del Nas di Roma, in collaborazione con i colleghi di Frascati. Uno dei responsabili si trova già in carcere per le violenze commesse, mentre tutti gli altri si trovano ai domiciliari. Da quanto riportato pare che 16 giovani pazienti del centro, tra cui cinque minori di 14 anni, e anche qualche bambino di 8 anni, venissero sistematicamente picchiati, ingozzati di cibo a forza, tanto da fargli rischiare il soffocamento, umiliati e insultati. Un vero e proprio lager dove i dipendenti si divertivano a picchiare i ragazzi, a volte con il manico di una scopa, o a segregarli e chiuderli a chiave nelle loro stanze. Secondo alcune indiscrezioni i principali artefici delle inaudite violenze, verbali e fisiche, sarebbero due: un educatore e un assistente Socio Sanitario con funzioni educative, che distinguendosi da subito per i loro atteggiamenti violenti e autoritari, hanno diffuso un clima di terrore tra i pazienti del centro di riabilitazione. Accompagnato in carcere proprio l’educatore, in quanto ritenuto il responsabile principale delle violenze, oltre che per il reato di sequestro di persona per aver rinchiuso tre giovani pazienti con gravi disabilità nelle loro stanze.

Gli episodi di violenza documentati da immagini e video
A sporgere denuncia i vertici della struttura, che nei primi mesi del 2015 hanno portato all’avvio delle indagini, durate diversi mesi, e al termine delle quali sono stati documentati con dei video diversi episodi di maltrattamenti commessi non solo dall’educatore, ma anche da altri dipendenti della struttura che, seppur con ruoli minori, sottoponevano regolarmente gli ospiti a soprusi e violenze di ogni genere, come se si trattasse di una prassi da adottare necessariamente in quel reparto.



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