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Roma, vigilessa arrestata per abuso d’ufficio: cancellava multe di amici e parenti

Cancellava sanzioni stradali di amici, parenti e conoscenti. Una vigilessa in servizio presso il XIII gruppo Aurelio, è stata arrestata per abuso d’ufficio. Evitava che i ricorsi arrivassero alla Prefettura entro i 60 giorni dalla presentazione, facendoli ritenere tutti accolti

Roma, vigilessa arrestata per abuso d'ufficio: cancellava multe di amici e parenti

Una vigilessa in servizio presso il XIII gruppo Aurelio, polizia municipale della capitale, se l’era studiata bene. 29 le sanzioni stradali che avrebbe cancellato nel 2013. Sanzioni che appartenevano a parenti, amici e conoscenti. Sorpassi azzardati, divieti di sosta, passaggi col rosso, parcheggi in doppia fila. Multe tra i 40 e gli 80 euro. Ad incastrarla gli stessi colleghi d’ufficio insospettitosi dalle troppe multe dimenticate in un cassetto. Secondo l’accusa, la donna, addetta lei stessa al Reparto Elaborazione Sanzionatorio, per dare una mano ai conoscenti evitava che i loro ricorsi arrivassero in Prefettura entro i sessanta giorni dal momento della presentazione, facendoli ritenere, automaticamente, tutti accolti. «La vigilessa avrebbe omesso di trasmettere al Prefetto entro il termine gli atti relativi ai 29 ricorsi, procurando intenzionalmente agli autori della violazione un vantaggio patrimoniale, consistente nel mancato pagamento della sanzione amministrativa, in assenza di qualsivoglia valutazione sulla fondatezza dell’accertamento», così ha scritto il Pm. La vigilessa avrebbe addirittura abbozzato i ricorsi per poi lasciarli depositati in un cassetto. «Quelle multe non erano di sua pertinenza», così controbatte il legale, difensore della donna, Massimo Biffa.

Arrestata per abuso d’ufficio
La vigilessa, è stata arrestata con l’accusa di abuso d’ufficio. La donna avrebbe violato sia gli obblighi di lealtà correttezza e trasparenza incombenti sui pubblici ufficiali sia le prescrizioni del Codice della Strada. Il suo avvocato è certo di provare l’innocenza della sua assistita, facendo cadere tutte le accuse a suo carico.



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