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Scandalo gay tra i carmelitani, dettagli choc di un gigolò: “Mi dava 100 euro e lo picchiavo”

Nel dossier consegnato al cardinale vicario Vallini emersi dettagli choc di un gigolò che ha avuto incontri proibiti con un alto prelato della Curia carmelitana: «Mi veniva a prendere ogni sera nell’atrio alle 9 e mezza e mi portava in una grande sala ai piani superiori. Prendeva il popper per eccitarsi»

Scandalo gay tra i carmelitani, dettagli choc di un gigolò: "Mi dava 100 euro e lo picchiavo"

«Basta incontri proibiti a Villa Borghese. Me ne vado. Avrò un letto, pranzo e cena e in cambio lavorerò nei campi per dare una mano». A parlare è il gigolò supertestimone dello scandalo dei carmelitani scalzi, il cui nome non è stato rivelato ma che compare nel dossier consegnato al cardinale vicario Agostino Vallini. E lo fa in un’intervista al Corriere della Sera, dove dichiara di essere in partenza per Pordenone, presso un centro d’accoglienza, con l’intenzione di cambiare per sempre vita. «A Roma non posso più stare, sono successe cose troppo gravi», ha detto il gigolò che nell’intervista racconta anche di rapporti con un alto prelato della Curia. E i dettagli sono davvero scioccanti: «Mi dava cento euro, lo picchiavo con una cinta», dice. L’uomo, 54 anni, da sempre habituée di parchi, saune e altri luoghi romani battuti da omosessuali, ha rivelato di aver incontrato l’alto prelato non solo a Villa Borghese, ma anche nella Curia generalizia a Roma, a pochi passi dalla chiesa di Santa Teresa: «Arrivavo alla nove e mezza di sera all’ingresso principale e lui mi veniva a prendere nell’atrio. Poi mi faceva uscire dalla parte opposta». I rapporti li consumavano ai piani superiori, in una grande sala dove si ricevono le persone, e ovviamente a pagamento (circa 100 euro a prestazione). Il carmelitano pare assumesse anche droghe: «Io non ho mai fatto uso di droghe, ma lui sì. Prendeva il popper davanti a me, una fialetta che respiri e ti eccita», ha detto il supertestimone.

Non solo carmelitani
Il gigolò avrebbe avuto delle relazioni con altri due sacerdoti e un monsignore: «Era polacco, ora è anziano. Sta in una basilica. Quando lo conobbi gli dicevo: guarda, monsignor J., io con te ci vengo, ma ho bisogno di 50-100 euro». E un quarto uomo di chiesa, parroco di Ladispoli, sarebbe stato un suo cliente circa quindici anni fa, «quando si pagava ancora con la lira».



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