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Scoperti tre pianeti a 40 anni luce dalla Terra: potrebbero ospitare la vita

Sono simili alla Terra per dimensioni e temperatura e sono potenzialmente abitabili. Gli astronomi: «Presto saremo in grado di studiare la composizione atmosferica di questi pianeti e di indagare, per la prima volta, la presenza di acqua e di tracce di attività biologica. È un passo gigante verso la ricerca della vita oltre il Sistema solare»

Scoperti tre pianeti a 40 anni luce dalla Terra: potrebbero ospitare la vita

Scoperti altri tre pianeti abitabili simili per dimensioni e temperatura alla Terra. La scoperta va quindi ad aggiungersi alla grande lista dei nuovi esopianeti individuati negli ultimi mesi, l’ultimo dei quali era stato Kepler 452b, che aveva fatto ipotizzare di dover attendere parecchio tempo prima di trovarci davanti ad un altro cugino della Terra. È toccato invece a Trappist-1, una stella che dista poco meno di 40 anni luce dal nostro Sole e che si trova nella costellazione dell’Acquario, inorgoglire un gruppo di ricercatori dell’Istituto di astrofisica e geofisica dell’Università di Liegi, in Belgio, che hanno annunciato subito la scoperta sulla prestigiosa rivista Nature. Si tratta di una stella nana rossa, ultrafredda, che dista poco meno di 40 anni luce dal nostro Sole e che si trova nella costellazione dell’Acquario. Intorno a questo astro nano orbitano tre pianeti, simili alla Terra e a Venere per dimensioni e temperatura, che costituiscono un sistema planetario paragonabile a quello formato da Giove con le sue lune. I tre corpi celesti si trovano ai margini della cosiddetta fascia di abitabilità, e avrebbero quindi la giusta combinazione di luce e calore dalla stella principale per poter ospitare la vita, anche se in forma elementare. «Se venisse dimostrato che pianeti simili alla Terra sono comuni intorno a questo genere di stelle – hanno spiegato gli astronomi – allora i pianeti potenzialmente abitabili potrebbero essere molto più numerosi di quanto ipotizzato finora». «Grazie a diversi telescopi giganti attualmente in costruzione – ha aggiunto Julien de Wit, del Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli USA – saremo presto in grado di studiare la composizione atmosferica di questi pianeti e di indagare, per la prima volta, la presenza di acqua e di tracce di attività biologica. È un passo gigante verso la ricerca della vita oltre il Sistema solare».

Periodi orbitali molto brevi
Due dei pianeti che orbitano intorno a Trappist-1 (da Transiting Planets and PlanetesImals Small Telescope, un telescopio da 60 cm di diametro installato a 2400 metri di altitudine all’Osservatorio Australe Europeo, in Cile) hanno rispettivamente un periodo orbitale di 1,5 e 2,4 giorni, mentre il terzo ha un periodo ancora poco determinato, tra i 4,5 e i 73 giorni. «Questi periodi orbitali così brevi indicano che i pianeti si trovano da 20 a 100 volte più vicini alla loro stella che la Terra al Sole. La struttura di questo sistema planetario è molto più simile, in scala, al sistema delle lune di Giove che a quello del Sistema Solare», ha spiegato Michael Gillon, coordinatore del lavoro.



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