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Sgarbi show alla Camera: “La famiglia? Luogo di orrore. Il matrimonio gay? Culimonio”

Invitato da Giovanardi per appoggiare la sua battaglia contro il ddl Cirinnà Sgarbi inscena il suo interminabile e consueto show oratorio: «Il matrimonio si chiama così perché il punto centrale è la madre. Per questo quello omosessuale dovrebbe chiamarsi ‘culimonio’»; «nella famiglia l’unico ad essere difeso è il bambino perché debole, se la madre non c’è meglio due padri che nessuno»

Sgarbi show alla Camera: "La famiglia? Luogo di orrore. Il matrimonio gay? Culimonio"

Ed ecco Sgarbi con il suo consueto show oratorio ad una conferenza stampa alla Camera sulle unioni civili, invitato da Carlo Giovanardi. Durante la conferenza, convocata per dire l’ennesimo no al ddl Cirinnà all’esame del Senato sulle unioni civili e sulla stepchild adoption, il noto critico d’arte non si è limitato solo a scagliarsi contro le donne impegnate in politica, che anzi, «dovrebbero starne alla larga», ma ha parlato a lungo della famiglia, del matrimonio e del ruolo della madre. «La famiglia, cosa c’è di peggio della famiglia? Il luogo dell’’incesto, dell’orrore. E il matrimonio? Io sono contrario a ogni tipo di matrimonio, in particolare quello etero», ha detto crudo Vittorio Sgarbi. E chi dovrebbe essere difeso all’interno della famiglia? «Il bambino, perché lui è debole. Non esiste figlio senza la madre, questa cosa non ha fondamento logico. I bambini hanno bisogno della madre. La madre tanto amata da Pasolini. Il matrimonio si chiama così perché il punto centrale è la madre. Infatti quello omosessuale non può esistere, dovrebbe chiamarsi culimonio», ha continuato, aggiungendo però che «se la madre non c’è, meglio due padri che nessuno». «Prendi un ragazzo dell’Etiopia che è messo in un orfanotrofio senza nessuno, dopo che la madre vera l’ha abbandonato: chiunque si occupi di lui, che sia maschio o femmina, anche Giovanardi che ha un cuore di pietra capirà che è meglio che nessuno», ha detto l’ex parlamentare. Ed è proprio questa sua affermazione a spiazzare Giovanardi dal momento che aveva invitato Sgarbi proprio per sostenere la sua battaglia contro il ddl Cirinnà. Così scherza: «Giovanardi è su una posizione su cui non è neanche più il Papa. Viene disegnato come un reazionario ma cerca di difendere quel mondo antico che viene tutelato in tutti i livelli (la cucina, i monumenti, ecc.), meno che nei valori etici e la sua battaglia lo porterà al martirio in una piazza dell’Arcigay, come se fosse Saddam Hussein».

Poi passa alla ‘catastrofe’ delle donne in politica – «Le donne devono stare alla larga dalla politica. Irene Pivetti, la Boldrini, Tina Anselmi che s’è inventata la P2, che non esiste, o la Bindi. Non possono stare in politica. Perfino Verdini, il massimo della nequizia umana, è meglio della Bindi», ha detto Sgarbi. E ancora lancia una serie di commenti sulla donna e sul matrimonio: «La donna non deve lavorare perché se lavora diventa autonoma e tu sei finito. Una volta doveva essere protetta ed esiliata in una casa, coltivare i bambini e non rompere le scatole»; «il padre è una figura ininfluente, ma potenziata dalla storia e dalla società nel ruolo del pater familias, di una famiglia che esisteva quando la donna era priva di potere. La donna è chiaramente superiore all’uomo e l’uomo lo sa, per questo l’ha umiliata finché ha potuto, fino a diventare un genere inferiore»; «il matrimonio si chiama così perché il punto centrale è la madre, il dono della modernità»; e «la famiglia è il luogo dell’orrore, dove tutto capita: cosa c’è di peggio? In questo nucleo c’è solo una cosa da difendere: il diritto del bambino».



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