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Siria, attacco aereo israeliano uccide la “bestia” Samir Kuntar, l’Hezbollah promette vendetta

Il libanese Samir Kuntar era detenuto in Israele perché responsabile di un sanguinoso attentato avvenuto 36 anni fa a Nahariya e fu liberato nel 2008 in uno scambio di prigionieri: è rimasto ucciso in un attacco aereo israeliano in Siria. Il ministro Steinitz: «Forse l’intelligence finnica era al lavoro da quelle parti e ha fatto un buon lavoro»

Siria, attacco aereo israeliano uccide la "bestia" Samir Kuntar, l'Hezbollah promette vendetta

«Era un uomo cattivo». A parlare è il ministro israeliano dell’energia Yuval Steinitz che, facendo riferimento all’uccisione del comandante Samir Kuntar, 53 anni, avvenuta nell’edificio di Jaramana, un sobborgo di Damasco, proprio in un raid dell’aviazione israeliana, non è sembrato per niente scosso o dispiaciuto da tale avvenimento. «Forse l’intelligence finnica era al lavoro da quelle parti e ha fatto un buon lavoro», ha aggiunto. Kuntar era un druso libanese, detenuto per circa 30anni nelle carceri israeliane. Liberato sette anni fa come scambio tra i corpi di Eldad Regev e Ehud Goldwasser, i due soldati rapiti dagli Hezbollah in un’operazione al confine che finì con il dare il via alla Seconda Guerra del Libano. Il nome di Kuntar era legato a un attentato risalente al 1979, avvenuto a Nahariya e di cui gli israeliani non ne persero mai memoria: arrivato con un commando del Fronte della liberazione della Palestina nella cittadina, nell’aprile di 36 anni fa, quando Samir aveva ancora 16 anni uccise il poliziotto Eliyahu Shahar, e prese in ostaggio Danny Haran e la figlia Einat di 4 anni. Secondo l’accusa tolse la vita anche ad Haran e fracassò il cranio della piccola Einat con il calcio del fucile, per poi essere catturato e privato della libertà personale. Il miliziano cercò di migliorare la sua posizione sostenendo di non aver ucciso la bambina, rimasta invece vittima di un conflitto a fuoco. Nel corso del rapimento perse la vita anche l’altra figlia di Haran, Yael, rimasta soffocata dalla madre Smadar, mentre cercava di frenare il suo pianto per evitare di farsi scoprire. «Una giustizia storica è stata compiuta», ha detto la signora Smadar, aggiungendo inoltre che Kuntar, dopo il suo rilascio, non ha smentito la sua natura di ‘mostro’ riprendendo le sue attività di terrore, complottando e operando contro Israele. «Sapevo che stava vivendo giorni contati», ha affermato invece Yoram Shahar, fratello del poliziotto ucciso. Nelle sue parole tanta certezza, a suo avviso le forze di sicurezza israeliane l’avrebbero raggiunto prima o poi.

Libano e Israele verso la guerra
Adesso in molti si chiedono quale sviluppo possano avere i fatti, ma qualsiasi esso sia non può fare altro che sommarsi a quelli già accaduti: tre razzi sono stati sparati dal Libano meridionale verso la Galilea, e in particolare nella città di Nahariya, ad un passo dalla frontiera; mentre aerei israeliani, secondo alcuni media arabi, hanno ricambiato con la stessa moneta.



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