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Spese pazze Regione Lombardia, chiesti 2 anni per Renzo Bossi e Nicole Minetti

L’udienza ha riguardato le “spese pazze” di 57 consiglieri regionali ed alcuni ex assessori. Sono stati chiesti sei anni per Stefano Galli, quattro per Davide Boni. Mentre, il Pm Paolo Filippini, ha chiesto due anni sia per la Minetti che per Bossi. I due consiglieri avrebbero usato soldi pubblici per spese non legate alla politica

Spese pazze Regione Lombardia, chiesti 2 anni per Renzo Bossi e Nicole Minetti

Due anni e due mesi per Nicole Minetti, e due anni e dieci mesi per Renzo Bossi. Sono queste alcune delle richieste di pena che sono state proposte dal Pm Paolo Filippini nell’ambito del processo svoltosi a Milano. L’udienza riguardava le “spese pazze” della Regione Lombardia a carico di 57 consiglieri regionali ed alcuni ex assessori. I reati concerneva peculato e truffa e le richieste di pena più alte riguardano Stefano Galli della Lega Nord, a cui sono stati chiesti 6 anni; e Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, a cui sono stati chiesti, invece, 4 anni. Mentre, per quanto riguarda l’ex assessore Massimo Ponzoni, è stata chiesta l’assoluzione. L’accusa per tutti loro riguardava il peculato: a quanto pare avrebbero utilizzato soldi pubblici per spese non legate all’attività istituzionale. Anche la Minetti avrebbe speso soldi pubblici destinati alle attività in politica, per poter partecipare a cene e consumazioni in celebri locali.

Oltre 20mila euro di spese
Mentre, al figlio del senatùr Bossi, sono state contestate spese per iPad, cocktail oltre che spese sospette indicate dalla Procura in cui facevano parte anche caramelle, spazzolini, patatine e focacce per un totale di più di 15mila euro. Per Renzo Bossi è stata chiesta anche la confisca. Mentre, per la Minetti, si è contestato di 20mila euro di rimborsi di «extra – mandato». Sembra che, tra le voci indicate, ci siano anche diversi pranzi e cene in ristoranti giapponesi. Tuttavia, il pm, ha chiesto la concessione delle attenuanti generiche sia per Renzo Bossi sia per la Minetti, nonché l’interdizione temporanea dai pubblici uffici (nel qual caso si attui la sentenza definitiva) per «avere commesso il fatto con abuso della pubblica funzione». Mentre le generiche e l’interdizione sono state chieste per quasi tutti gli altri imputati.



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