Scroll to Top

Strage al college in Oregon, il killer su Myspace: “Più persone uccidi più sei sotto le luci della ribalta”

È Chris Harper Mercer l’autore della strage avvenuta giovedì all’interno di un campus universitario. Prima di uccidere i 9 studenti avrebbe intimato loro di dichiarare la loro fede religiosa. Barack Obama: «Chiederò al popolo americano di pensare come possiamo portare il nostro governo a cambiare le leggi sull’uso delle armi e a salvare vite»

Strage al college in Oregon, il killer su Myspace: "Più persone uccidi più sei sotto le luci della ribalta"

Una nuova strage ha colpito l’America, che oggi piange le 9 vittime della sparatoria di giovedì all’interno di un campus universitario. È successo in Oregon, all’Umpqua Community College di Roseburg, durante una lezione sul parlare in pubblico in uno degli edifici della facoltà di scienze umane. L’autore dello spietato attacco è il 26enne Chris Harper Mercer, rimasto ucciso nella sparatoria. Le autorità locali hanno riferito che altre sette persone sarebbero rimaste ferite, di cui tre in gravissime condizioni. Il killer, che viveva con la madre in un appartamento a pochi chilometri dal college, prima di uccidere le sue vittime con un colpo alla testa avrebbe chiesto loro di alzarsi e dichiarare la propria fede religiosa. A testimoniarlo una ragazza di 18 anni, Kortney Moore, che, ancora in stato di shock, ha riferito alle autorità che mentre si trovava in aula sarebbe passato un colpo di pistola attraverso la finestra che avrebbe colpito l’insegnante alla testa. A quel punto Mercer è entrato in classe chiedendo a tutti di mettersi a terra, e in secondo momento ha intimato loro di rialzarsi e dire a quale religione appartenessero. Dopo avrebbe sparato tra i 35 e i 40 colpi uccidendo altri 8 studenti. La polizia, giunta sul posto dopo una chiamata che segnalava la sparatoria, ha aperto il fuoco contro il giovane ponendo così fine alla sua follia. Rinvenuti sulla scena del delitto e nell’abitazione del killer 13 armi, un giubbotto antiproiettile e cinque caricatori.

Il killer: «Più persone uccidi, più sei sotto le luci della ribalta»
Secondo alcuni media Usa Chris Harper Mercer nei suoi profili sui social network si professava “conservatore repubblicano” e affermava di respingere le religioni organizzate. Inoltre aveva una pagina su Myspace in cui aveva postato una foto che lo ritraeva con un fucile in mano in posa accanto ad immagini di guerriglieri dell’Ira, l’Esercito repubblicano irlandese. Gli inquirenti tramite altri contatti internet sono risaliti ad un suo commento inerente alla vicenda di Vester Flanagan, l’ex reporter che ad agosto ha ucciso due colleghi in diretta. L’omicida avrebbe scritto: «Ho notato che tanti sono come lui, soli e sconosciuti, ma se spargono un po’ di sangue il mondo intero sa chi sono. Un uomo sconosciuto ai più ora è conosciuto da tutti. Il suo viso è su tutti gli schermi, il suo nome sulle labbra di tutte le persone su questo pianeta, e tutto nel giro di un giorno. Sembra che più persone uccidi, più sei sotto le luci della ribalta».

Strage al college in Oregon, il killer su Myspace: "Più persone uccidi più sei sotto le luci della ribalta"
Chris Harper Mercer

Presidente Usa: «Colpa delle leggi americane»
Il giorno dopo della strage al campus il presidente Barack Obama ha espresso tutto il dolore e la rabbia per l’accaduto, dando la colpa all’uso disinvolto di armi da fuoco in America, e ha affermato che il Paese, «non votando leggi sufficienti sul controllo sulle armi, ha fatto la scelta politica di permettere sparatorie di massa come quella in Oragon». «È una scelta politica che facciamo, quella di permettere che questo accada ogni pochi mesi in America. Chiederò al popolo americano di pensare come possiamo portare il nostro governo a cambiare queste leggi e a salvare vite», ha detto Obama. «Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose. Ma non posso farlo da solo, senza il Congresso, senza i governatori. Spero di non dover tornare di nuovo qui durante il mio mandato da presidente per fare le condoglianze a tante famiglie, a tante madri», ha poi aggiunto il capo della Casa Bianca.



Leggi anche: