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Strage di Dacca, Intelligence islamica: “Attacco per regolare conti con gli italiani”

Agghiacciante verità dietro l’attentato islamico di Dacca, in Bangladesh. Secondo l’Intelligence islamica i terroristi hanno agito per una regolazione di conti. Volevano colpire proprio l’Italia. Essa rappresenta una delle più grandi forze occidentali che operano su più fronti e stanno combattendo per conquistare Sirte

Strage di Dacca, Intelligence islamica: "Attacco per regolare conti con gli italiani"

Proprio gli italiani nel mirino dei terroristi. Alla base dell’attentato di Dacca, in Bangladesh, dove sono morte venti persone, di cui nove italiani, ci sarebbe una regolazione di conti. Secondo il Mossad, l’agenzia d’Intelligence e servizi segreti dello Stato di Israele, gli attentatori volevano colpire proprio l’Italia. «Il contingente delle forze speciali italiane è una delle più grandi forze occidentali che operano su più fronti dall’inizio di gennaio e stanno combattendo per conquistare Sirte, la città portuale chiave, insieme alle forze speciali britanni, statunitensi e al fianco delle forze libiche locali», ha dichiarato il Mossad. Gli italiani morti a Dacca, quindi, sarebbero il prezzo che l’Italia avrebbe pagato per il suo intervento in Libia, anche a livello diplomatico per la creazione del governo di unità nazionale voluto dall’Onu. Hanno voluto colpire in sicurezza, evitando qualsiasi tipo di controllo. «La rete terroristica, invece d’inviare i suoi assassini via mare da Sirte verso l’Italia, attraverso il Mediterraneo, ha scelto questa tattica per non incorrere nel rischio dei controlli della Marina italiana, impegnata nel Golfo di Sidra per arrestare il flusso di migranti e intercettare eventuali segnali di attacco in Europa», ha proseguito il Mossad.

Autostrada verso l’Europa
L’ipotesi dei servizi segreti israeliani, inoltre, è quella che l’Italia è utilizzata dall’Isis come autostrada verso l’Europa per i migranti e non solo. «Colpire l’Italia significherebbe imprimere un’inversione di tendenza ai flussi migratori che arrivano dalla Libia. Per l’Isis, quest’ultimi sono una miniera d’oro e consentono anche d’infiltrare di tanto in tanto qualche combattente di ritorno che riesce a sfuggire ai controlli mischiandosi con i clandestini», ha dichiarato il Mossad.



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