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Strage di Nizza, arriva la rivendicazione dell’Isis: “L’attentatore è un nostro soldato”

L’Isis ha rivendicato l’attacco a Nizza, lo riferisce la sua agenzia di stampa, Amaq: «Mohamed Lahouaiej-Bouhlel è uno dei soldati dello Stato islamico, e ha risposto agli appelli che incitavano a colpire i cittadini dei paesi della Coalizione». In stato di arresto la moglie del killer, fermati altri 4 uomini

Strage di Nizza, arriva la rivendicazione dell'Isis: "L'attentatore è un nostro soldato"

A compiere l’attentato a Nizza, trasformando la Promenade des Anglais in un vero e proprio cimitero e facendo ricadere la Francia di nuovo nell’incubo del terrorismo, è stato un soldato dell’Isis. A confermarlo è proprio l’agenzia di stampa del Califfato, Amaq, che ha affermato poche ore fa che «Mohamed Lahouaiej-Bouhlel è uno dei soldati dello Stato islamico, e ha risposto agli appelli che incitavano a colpire i cittadini dei paesi della Coalizione». Il giovane franco-tunisino, 31 anni, giovedì 14 luglio, ricorrenza nazionale della Francia nel giorno della presa della Bastiglia, si è messo alla guida di un tir che si è lanciato a 80 km orari sulla folla che assisteva ai giochi artificiali, provocando almeno 84 morti, tra i quali 10 tra bambini e adolescenti, e più di 200 feriti di cui 52 gravissimi: la sua folle corsa è stata fermata da due agenti di polizia, che lo hanno ucciso esplodendo una serie di colpi contro il tir. Venerdì è stata anche fermata la moglie, che secondo il procuratore della Repubblica, Francois Molins, rimane in stato di arresto. Adesso gli investigatori scavano sul passato del killer. Il padre ha raccontato che in passato Mohamed Bouhlel ha sofferto di gravi problemi psichici: «Ha passato dei periodi difficili, l’ho portato da uno psichiatra. Ha fatto dei trattamenti e il medico ci disse che era affetto da una malattia grave». L’uomo ha poi aggiunto che il figlio a volte era «instabile, perfino violento».

Fermati 4 uomini
Intanto un’operazione delle forze dell’ordine francesi ha portato all’arresto di quattro uomini in un quartiere di Nizza, sospettati di avere legami con l’autore dell’attentato. A riferirlo delle fonti giudiziarie precisando che la loro identità non è stata ancora svelata, e che sono già stati interrogati. Ancora una trentina gli italiani da rintracciare dopo la strage, lo riferisce il console Serena Lippi: «Siamo al lavoro senza soluzione di continuità in stretto contatto con le Autorità francesi e l’unità di crisi della Farnesina. L’elenco di persone non rintracciate si sta riducendo tantissimo: incrociando i dati siamo arrivati da 200 a una trentina».



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