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Taranto: nuovo incidente all’Ilva, muore un operaio schiacciato da un tubo

Un nuovo incidente avvenuto all’Ilva di Taranto mette ancora in cattiva luce la fabbrica provocando la morte di un operaio che perde la vita schiacciato da un tubo

Taranto: nuovo incidente all'Ilva, muore un operaio schiacciato da un tubo

L’Ilva, nonostante i suoi alti e bassi, è ritenuta la maggior fabbrica del Sud Italia. Soprattutto perché ha dato un posto di lavoro a 12000 operai con le rispettive famiglie di tutta la Puglia. Se dovesse chiudere di certo anche l’economia del posto ne risentirebbe. Tuttavia, il posto di lavoro ha un susseguirsi di incidenti che non facilitano le pratiche. L’ultimo incidente si è verificato proprio ieri. L’accaduto, sicuramente evitabile, è di questa mattina. Cosimo Martucci, originario di Massafra (TA), lavorava presso l’impresa appaltatrice Pitrelli, specializzata in montaggi e manutenzioni di impianti industriali ed è proprio nell’Ilva tarantino che l’impresa «Pitrelli» ha un suo cantiere proprio personale. L’incidente è avvenuto nel cantiere di demolizione e rimozione della depolverazione secondaria della linea D dell’agglomerato, cioè laddove viene preparato il materiale di carica per gli altiforni. L’agglomerato è una delle parti dell’area a caldo del siderurgico soggetta agli interventi di risanamento ambientale prescritti dall’Aia. Stando alle prime ricostruzioni, Martucci avrebbe posizionato il mezzo nelle immediate vicinanze di una gru. Dopo esser sceso dalla cabina di guida, ha sostato davanti al pianale. A questo punto una condotta è venuta giù investendolo e schiacciandolo. Pare che altre persone presenti sul piazzale abbiano visto che la condotta che stava rotolando, urlando anche verso Martucci, ma lui se n’è accorto troppo tardi e non c’è stato niente da fare.

Mentre gli operai scioperano, si apre un’inchiesta
Dopo l’incidente qualcosa s’è smosso nei dipendenti dell’Ilva e colleghi di Cosimo: hanno indetto uno sciopero di 24 ore. Dalle 11:00 di questa mattina, sono stati coinvolti anche il personale delle ditte appaltatrici. Uno sciopero indetto per richiedere più sicurezza sul lavoro che manca ai dipendenti della Fabbrica. Allo sciopero si sono aggregati anche i sindacati e alcuni dipendenti dell’ispettorato al lavoro, mentre già si parla di verificare come sarebbe accaduto l’incidente. Che sia stato per l’imbragatura del carico fosse allentata oppure non sistemata in modo corretto, è uno dei punti da chiarire dalle indagini. La procura, infatti hanno già aperto un’inchiesta, l’ennesima su quest’ultimo incidente. La Procura ha anche sequestrato l’altoforno senza facoltà d’uso, in seguito dissequestrato con delle condizioni, ovvero una serie di lavori impiantistici che l’Ilva deve effettuare entro Ottobre e Novembre 2015. Sul posto ci sono ispettori del lavoro e carabinieri per stabilire la dinamica dei fatti e chiarire eventuali responsabilità.

Quello di ieri è l’ultimo tra i vari incidenti che si sono verificati a distanza di pochi mesi. A Giugno scorso morì l’operaio Alessandro Morricella, 34enne, dipendente Ilva, che ha perso la vista a causa di una fiammata improvvisa all’altoforno 2 mentre controllava la temperatura della ghisa. A Giugno fu sequestrato un altro altoforno, e dunque un altro lato della fabbrica è stato chiuso a seguito dei molti sequestri avvenuti all’Ilva. La crisi? L’economia del sud sempre più scarna e difficile? Non sono risposte adatte per le morti bianche sul lavoro che nelle fabbriche vanno sempre più ad aumentare. Soprattutto nel sud Italia.



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