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Terrorismo, Europol avverte: “Nuovi attacchi da lupi solitari Isis in Europa”

L’Europol ha diffuso il rapporto annuale sul terrorismo nell’Ue. Il dato preoccupante riguarda i lupi solitari, i foreign fighters, che compiono attentati non organizzati e che, secondo il rapporto, hanno spesso problemi psicologici gravi prima d’aggregarsi allo Stato Islamico. Oltre 151 i morti per attentati solo nel 2015

Terrorismo, Europol avverte: "Nuovi attacchi da lupi solitari Isis in Europa"

È stato diffuso dall’Europol durante la giornata del 20 luglio l’ultimo rapporto annuale sulla situazione “terrorismo” nell’Ue. Con l’allarmante comunicato la polizia europea ha dichiarato come attacchi terroristici simili a quello del 13 novembre a Parigi «potrebbero essere effettuati ancora nell’Unione Europea nel prossimo futuro», poiché «diversi jihadisti europei occupano posizioni prominenti nello Stato Islamico e manterranno probabilmente contatti con le reti terroriste nei rispettivi Paesi di origine». Il rapporto continua: «Lo Stato Islamico nei suoi video di propaganda ha ripetutamente minacciato la penisola iberica e gli Stati membri della coalizione anti-Isis, facendo specifici riferimenti a Italia, Francia e Regno Unito». Dal rapporto, inoltre, si evince come ad una «porzione significativa di foreign fighters, siano stati diagnosticati problemi mentali prima d’unirsi all’Isis». Difatti, secondo alcune analisi compiuti dai professionisti della polizia europea, è risultato come circa il 35% dei lupi solitari, responsabili degli attentati attuati dal 2000 al 2015, soffrissero di disturbi mentali. Un’odierna dimostrazione si può trovare nell’attentatore di Nizza: il 31enne, con un serio disordine psichiatrico, era in cura e, sebbene «non ci sono prove che l’attentatore di Nizza si considerasse un membro Isis», come scritto nel rapporto, è stato appurato come l’uomo «si era radicalizzato in poco tempo e aveva consumato propaganda Isis prima dell’attacco».

Lupi solitari sollecitati da video-propagande
Per quanto assoldare nuove reclute caratterialmente più fragili risulti essere un sistema semplice che funziona da tempo anche in alcuni stati d’Europa, (come per esempio in Finlandia dove si punta soprattutto sui giovani teppisti o sui ragazzi senza famiglia, o in Slovenia dove si reclutano nuove leve presso la comunità rom, a cui vengono promessi soldi), sia l’Isis che Al-Qaeda, usano videomessaggi propagandistici che ispirano alla violenza e alla guerra. Le brutali propagande sollecitano molti musulmani residenti in Occidente ad organizzare attentati, come testimoniano molteplici videomessaggi propagandistici diffusi in rete. L’Europol insiste sul fatto che i messaggi jihadisti, sia videomessaggi che post social, abbiano un effetto particolare sulla mente delle nuove leve affetta da disturbi, che consolidano il risultato: questa è una delle tattiche preferite dai due Stati per arruolare musulmani in Occidente. Una differenza «che indicherebbe come l’Isis voglia mantenere un livello d’affidabilità, se dovessero emergere informazioni che contraddicono la loro versione».

«Non eseguiti dall’Isis»
Tuttavia, sebbene le nuove leve agiscano in solitaria, l’«affiliazione al gruppo non è chiara», tant’è che molti recenti attentati non sembrano stati pianificati ed organizzati. Come riportato da “TgCom24”, l’Europol afferma che: «Sebbene lo Stato islamico abbia rivendicato la responsabilità degli ultimi attacchi, nessuno di essi sembra essere sostenuto logisticamente o eseguito direttamente dall’Isis», citando gli attacchi ad Orlando, in America, o a Wurzburg, in Germania (in quest’ultimo caso, come spiegato anche dai media, una bandiera del Califfato fatta a mano era stata ritrovata nella stanza del terrorista). Difatti, per quanto riguarda le rivendicazioni, anche l’agenzia “Àmaq” ha detto di aver ricevuto informazioni da una fonte non identificata, «in contrasto con la chiara responsabilità» pronunciata per Parigi e Bruxelles.

I dati Europol
Per quanto riguarda “i numeri”, come scritto nel documento della polizia europea, nel 2015 sono morte 151 persone a causa d’attacchi terroristici nell’Unione Europea, mentre altre 360 sono rimaste ferite. Sei stati membri dell’Unione hanno subito attacchi, portati a termine, falliti o sventati. In totale, negli stati dell’Ue, sono state arrestate 1077 persone legate agli attacchi terroristici, di cui 424 solo in Francia. In più, il 94% degli individui processati per terrorismo jihadista, sono stati dichiarati colpevoli. Nel 2015 si sono contati almeno 5mila foreign fighters di nazionalità di vari Paesi Ue, recatisi in Iraq e Siria per arruolarsi nelle organizzazioni terroristiche. Si tratta di persone che, una volta arruolate, sono tornati nel proprio paese d’origine: «anche l’Italia», come si spiega nel rapporto, «ha riferito che i movimenti di foreign fighters verso Siria e Iraq sono rimasti costanti».



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