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The Voice of Italy 2016, Max Pezzali: “Non sarò un giudice, al massimo un coach”

Manca poco alla quarta edizione di The Voice of Italy e lo storico frontman degli 883 è pronto a sedere sulla famosa poltrona rossa: «Non sarò un giudice, al massimo un allenatore, un coach. Svelerò ai ragazzi qualche trucchetto del mestiere; spaccerò nozioni, informazioni e dritte per consentirgli di capire come girano le cose. Il resto saranno loro a doverlo dimostrare»

The Voice of Italy 2016, Max Pezzali: "Non sarò un giudice, al massimo un coach"

Max Pezzali siederà presto su una delle famose poltrone rotanti di The Voice of Italy, al via il prossimo 2 marzo su Rai2, e spiega quale sarà il suo ruolo nel talent sulle pagine del settimanale Oggi: «Non sarò un giudice, al massimo un allenatore, un coach. Spero di poter aiutare questi ragazzi a risparmiarsi un bel po’ di passaggi che, ai miei tempi, erano fondamentali per disegnarsi una carriera». «Svelerò loro qualche trucchetto del mestiere – aggiunge – spaccerò nozioni, informazioni e dritte per consentirgli di capire come girano le cose. Il resto, cioè la cosa più importante, ovvero il talento, saranno loro a doverlo dimostrare». Per lui una nuova e ricca avventura, che ufficialmente partirà tra qualche settimana, accanto a Raffaella Carrà (grandissimo ritorno per lo show), il rapper Emis Killa e Dolcenera, chiamati a giudicare al fortunato talent show, giunto ormai alla 4° edizione, al posto di Pierò Pelù, il team “The Facch” (Roby e Francesco Facchinetti), J-Ax e Noemi, prossima a salire sul palco del Festival di Sanremo.

«Non sono uno di quelli che pensa che si stava meglio quando si stava peggio» – E intanto lo storico frontman degli 883 svela alcuni lati del suo carattere, poco noti al pubblico: «C’ho una sorta di schizofrenia da sempre. Una specie di personalità multipla che mi porta da un lato ad essere nostalgico anche di tempi di cui non bisognerebbe essere nostalgici, e dall’altra ad essere decisamente lontano dalla voglia di ritornare indietro perché sono ancora convinto che il meglio debba ancora arrivare». «Vado avanti così: mi piace il sapore agrodolce della memoria ma sono altrettanto curioso, e non vedo l’ora, di scoprire cosa il futuro può riservarmi e riservarci. Comunque non sono uno di quelli che pensa che si stava meglio quando si stava peggio», conclude il cantante.



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