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Torino scende in piazza contro la ‘ndrangheta: “Rifiutiamo i ricatti e le intimidazioni”

La popolazione del capoluogo piemontese ha sfilato ieri mattina per le strade per dire no alla mafia calabrese, da anni innervata e pericolosamente presente in molti settori economici di Torino; alla manifestazione hanno preso parte molte associazioni e il sindaco Piero Fassino

Torino scende in piazza contro la 'ndrangheta: "Rifiutiamo i ricatti e le intimidazioni"

«Rifiutiamo con forza le intimidazioni e i ricatti». A dirlo sono stati i torinesi onesti e i politici, appartenenti a tutti gli schieramenti, che ieri mattina hanno sfilato per le strade e le piazze del capoluogo piemontese per manifestare contro la ‘ndrangheta, presente da anni in molti settori economici di Torino. La manifestazione è stata organizzata dalla circoscrizione 3 ed è partita da via Dante Di Nanni, in cui si trova il bar “Gran Galà”, sequestrato nei giorni scorsi nell’ambito di un’indagine sulle infiltrazioni a Torino della mafia calabrese, sfociata in 21 arresti tra affiliati e boss gravitanti alla cosca Crea. Tra le personalità presenti, anche il sindaco torinese Piero Fassino. Proprio ieri, il Gran Galà ha riaperto e la manifestazione è partita da lì per «dimostrare che le istituzioni ci sono e nessuno deve sentirsi solo ed abbandonato», come ha dichiarato il presidente di Borgo San Paolo Francesco Daniele.

Un messaggio da parte di Rosy Bindi
Daniele ha poi aggiunto: «Bisogna creare gli antidoti giusti contro le pressioni e le intimidazioni; i commercianti, la gente del quartiere e non solo, devono sapere che non sono abbandonati a sè stessi, ma l’unico modo per liberarsi dal giogo delle pressioni è denunciare, tutti insieme». Assieme ai sindacati e al movimento “Libera”, che proprio a San Paolo ha uno sportello per le denunce antimafia, è intervenuto anche l’ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli: «La legalità da sola non va avanti, ci vuole combustibile – ha detto – l’indifferenza rimane il male più grande, anche quella alla politica come partecipazione». Ai manifestanti è arrivato anche un messaggio di Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia: «Bisogna alzare l’attenzione, denunciare ogni forma di ricatto – c’era scritto, tra l’altro – le istituzioni locali devono fare la loro parte e promuovere la legalità. Per fortuna, sembra alle nostre spalle il tempo in cui si negava la presenza della ‘ndrangheta nel Nord Italia. Ora dobbiamo solo impegnarci ad eliminare la corruzione e il malaffare; non sarà facile, l’avversario è temibile, quindi occorre l’impegno di tutti».



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