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Turchia: video riprende profughi malmenati sul Mar Egeo dalla Guardia Costiera

Sul Mar Egeo una nave della Guardia Costiera turca intercetta un gommone di migranti. I militari a bordo della barca picchiano i profughi con il giubbotto di salvataggio che sono costretti a scappare. La tendopoli di Idomeni è al crollo, presto verrà sfollata

Turchia: video riprende profughi malmenati sul Mar Egeo dalla Guardia Costiera

Sta già facendo il giro del web il video shock pubblicato su Twitter che mostra due guardie costiere turche mentre picchiano con alcuni bastoni un gruppo di migranti. I profughi si trovavano a bordo di un gommone diretto in Grecia, ed hanno incontrato le guardie costiere della Turchia proprio nel bel mezzo del Mar Egeo. Il filmato è stato diffuso dall’emittente televisiva britannica Bbc, durante il servizio di Mark Lowen. L’episodio, avvenuto nelle acque turche, di fronte all’Isola greca di Lesbo, riprende delle persone sedute nel gommone che indossano dei giubbotti di salvataggio, mentre vengono colpite con dei bastoni da alcuni uomini in piedi su un’altra nave, quella che era la Guardia Costiera della Turchia. Nell’audio del video anche grida di aiuto e altre frasi in arabo. Sono stati subito interrogati gli agenti della Guardia marittima del suddetto Stato su quanto accaduto e la spiegazione di uno dei funzionari è stata: «Stavamo cercando di spegnere il motore senza fare del male ai profughi a bordo. La procedura standard è quella di legare le barche dei migranti a una nave della guardia costiera per riportarli in Turchia, ma questo gommone non ha fermato il motore e ha continuato per la Grecia», ha concluso. Ma il giornalista della Bbc ha raccontato di altre testimonianze con episodi molto simili.

Idomeni è al collasso
La situazione nella tendopoli di Idomeni, che si trova al confine tra la Grecia e la Macedonia, è oramai al crollo. Il rifugio, che all’inizio non poteva ospitare più di 2mila persone, è peggiorato con l’aumento del numero di migranti soprattutto dopo la chiusura del valico dei Balcani. Ma loro non si arrendono, e restano comunque accampati, anche se in condizioni disperate, in attesa di una speranza, nonostante il freddo e le malattie potrebbero portare ad una decimazione della popolazione. E’ per questo che Atene entro la settimana prevede di ridurre drasticamente il numero di migranti, come annunciato dal vice Ministro della Difesa della Grecia Dimitris Vitsas, spiegando che dei 12mila rifugiati rimasti bloccati dopo la chiusura dei Balcani, il Governo d’Atene ha cominciato a distribuire volantini, rigorosamente tradotti in arabo, invitando i profughi a lasciare la tendopoli per dirigersi in altri rifugi che si apriranno presto in tutta la regione greca.

Il vice ministro ha spiegato che «entro la fine della prossima settimana ci saranno abbastanza centri di accoglienza in tutta la Grecia per accogliere 50mila migranti. Molti dei migranti di Idomeni attendono l’esito del vertice di giovedì dei leader dell’Ue sulla crisi dei rifugiati prima di decidere se partire. Tra loro resta la speranza che i confini che sono stati chiusi dai paesi dei Balcani come Macedonia si apriranno ancora una volta».



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