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Unioni civili, cardinale Bagnasco contro Renzi: “I veri problemi dell’Italia sono altri”

L’affondo del cardinale Bagnasco sulle unioni civili: «Troppe energie profuse per una causa che non risponde a schemi ideologici, i veri problemi del Paese sono altri: l’Italia va male sul fronte dell’occupazione, le famiglie non ce la fanno più, le file di coloro che hanno fame si allunga davanti alle porte delle mense parrocchiali»

Unioni civili, cardinale Bagnasco contro Renzi: "I veri problemi dell'Italia sono altri"

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha manifestato il proprio disappunto sulla questione delle unioni civili, questione invece sorvolata diplomaticamente dal Papa. «Non si capisce come mai il governo Renzi abbia profuso tanta energia per una causa che non risponde non tanto a esigenze, per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici», ha detto Bagnasco all’Assemblea dei vescovi, ricordando che invece le priorità del Paese sono altre: «L’Italia va male sul fronte dell’occupazione, le famiglie non ce la fanno più, le file di coloro che hanno fame si allunga davanti alle porte delle mense parrocchiali». «È su questi problemi – ha detto – che la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo». «La recente approvazione della legge sulle Unioni civili scava un solco – ha aggiunto il cardinale – e sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà».

Occupazione in continuo calo
Riguardo al tema dell’immigrazione Bagnasco loda invece l’impegno che Renzi adotta a favore di chi fugge dalla guerra: «Dobbiamo qui riconoscere il permanente sforzo dell’Italia, sempre in prima linea per accogliere e salvare tante vite da ignobili mercanti di disperati». Infine ha però elencato tutte le cose che non vanno sul versante sociale, come l’occupazione, e in particolare quella giovanile: «Dall’inizio della crisi l’occupazione è caduta del 4,8%, una delle contrazioni più rilevanti in Europa: i dati ricorrenti dicono che la fascia tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro è prossima al 40% contro il 22% della media europea: in termini percentuali siamo i peggiori, subito prima della Bulgaria».

Povertà in aumento, ricchezza nelle mani di pochi
E sempre per quanto riguarda i problemi a cui l’Italia dovrebbe far fronte con più energia, il presidente della Cei ha ricordato quello della povertà, una povertà in costante aumento, così come la ricchezza è sempre più concentrata nelle mani di pochi: «La povertà assoluta investe 1,5 milioni di famiglie, per un totale di 4 milioni di persone, il 6,8% della popolazione italiana! Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo».



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