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Usa, bloccato dalla tempesta viene aiutato da 26enne: invece di ringraziarlo lo uccide

Una storia di solidarietà finita in tragedia: padre single di 26 anni cerca di aiutare automobilisti bloccati dalla tempesta Jonas ma uno di loro lo uccide a colpi di pistola. Raccolta fondi per il figlioletto di 17 mesi

Usa, bloccato dalla tempesta viene aiutato da 26enne: invece di ringraziarlo lo uccide

È sceso in strada per aiutare degli automobilisti bloccati dalla tempesta Jonas, ma è rimasto ucciso, freddato da una raffica di colpi d’arma da fuoco. La drammatica vicenda si è verificata a Newton, North Carolina, uno degli Stati più colpiti dalla tempesta. La vittima è un ragazzo di soli 26 anni, Jefferson Heavner, padre single di un bimbo di soli 17 mesi, ora rimasto orfano. La storia è stata riportata da diversi media americani, secondo cui il ragazzo sarebbe sceso in strada per aiutare gli automobilisti bloccati dalla tempesta. Si trovavano nella contea di Catawba quando alcune macchine si sono scontrate a causa dell’asfalto ghiacciato. Il 26enne, autista di tir, è quindi sceso per dare una mano e controllare che tutti stessero bene. Si è avvicinato ad una vettura coinvolta nell’incidente con al volante uno studente di 27 anni, Marvin Jacob Lee, di Clermont, e dopo aver detto che era necessario l’intervento immediato dei soccorsi e della polizia, è stato sorpreso da una raffica di colpi di pistola. A sparare contro il padre single il 27enne di Clermont, che evidentemente non voleva avere niente a che fare con la polizia. Per Heavner non c’è stato nulla da fare, Marvin è stato invece arrestato con l’accusa di omicidio.

Ha continuato a sparare anche quando Jefferson era a terra
Ancora nessuna certezza, ma si ipotizza che il giovane abbia aperto il fuoco proprio nel momento in cui aveva sentito che volevano chiamare le forze dell’ordine. La teoria è dello sceriffo della contea: «Marvin Jacob Lee è balzato fuori dall’auto e ha aperto il fuoco quando ha capito che qualcuno voleva chiamare la polizia». E Heavner si trovava proprio davanti alla sua vettura in quell’istante, beccandosi tutte le pallottole. Secondo alcune testimonianze l’omicida ha continuato a sparare contro la vittima anche quando ormai era a terra, riverso in un lago di sangue. «Aveva un atteggiamento aggressivo», raccontano alcuni testimoni aggiungendo che Marvin si è poi barricato nella sua auto. Per arrestarlo sono dovuti intervenire una squadra speciale e un mezzo blindato. È stato accusato di omicidio, ma ancora non ha spiegato il motivo che lo avrebbe portato ad aprire il fuoco, contro un ragazzo che voleva semplicemente aiutarlo.

«Il buon samaritano»
Una storia di solidarietà finita in tragedia, rimbalzata su tutti i media Usa e diffusa tramite social in tutto il mondo. Il giovane 26enne è stato già ribattezzato «il buon samaritano». Amici e parenti hanno creato una pagina Facebook in sua memoria, con lo scopo anche di raccogliere fondi per il figlioletto Brentlee, rimasto senza madre e padre a soli 17 mesi di vita.



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