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Usa, poliziotto uccide 17enne e fa causa alla famiglia per stress: chiede 10 milioni

Il poliziotto aveva ucciso l’anno scorso un ragazzo 17enne di colore, ora chiede i danni alla famiglia per “pressioni emotive”, chiesti 10 milioni di dollari. E intanto la città di Chicago dallo scorso mese detiene un nuovo record di omicidi

Usa, poliziotto uccide 17enne e fa causa alla famiglia per stress: chiede 10 milioni

L’ennesimo caso di omicidio a Chicago ha destato nuovamente l’attenzione di tabloid e media di tutto il mondo quando Robert Rialmo, l’agente di polizia caucasico che l’anno scorso ha ucciso il ragazzo di colore Quintonio LeGrier di 19 anni, ha denunciato la famiglia del giovane per lo stress subìto durante il periodo in cui la notizia ha fatto scalpore: le “pressioni emotive” a cui è stato sottoposto, potrebbero essere compensate dai 10 milioni di dollari che la famiglia LeGrier dovrebbe elargire al poliziotto. L’avvocato di Rialmo ha intrapreso questo percorso legale contro la famiglia della vittima, soprattutto per far capire che la categoria dei poliziotti non è «obiettivo d’attacchi e soffrono danni come chiunque altro». Il padre del giovane 17enne, Antonio LeGrier, tramite il suo avvocato, ha ribadito: «Il nuovo punto basso raggiunto dal dipartimento della polizia di Chicago: prima sparano e poi fanno causa». Difatti Robert Rialmo è accusato di aver colpito il giovane LeGrier che, secondo la testimonianza di Robert, reggeva in mano una mazza da baseball e andava verso di lui per colpirlo. L’agente aveva chiesto al ragazzo di poggiare la mazza, ma lui non l’aveva fatto e a quel punto il poliziotto aveva sparato 6 colpi, uccidendolo. Aprendo il fuoco, l’agente ha anche ucciso una vicina di casa, la 55enne Bettie Jones, madre di 5 figli. La denuncia del poliziotto riporta: «Il fatto che le azioni di LeGrier hanno costretto l’agente Rialmo a mettere fine alla vita di LeGrier e Bettie Jones, ha causato, e continuerà a causare all’agente, un fortissimo trauma emotivo». Tuttavia la denuncia viene contrariata dall’avvocato del padre della vittima, che afferma che è stato proprio il 17enne ad aver chiamato la polizia per fermare una lite con il padre, perché avrebbe dovuto aggredirlo? Inoltre, lo stesso giovane, era a 6-9 metri dal poliziotto quando ha aperto il fuoco.

La città di Chicago: tra razzismo e record d’omicidi
Questo non è il primo caso di omicidio che l’Illinois si trova ad affrontare: Chicago, la più grande città dello Stato che conta quasi 3 milioni di abitanti, riporta molti casi di discriminazione interrazziale e di “sparatorie premature” avvenute da parte della polizia, soprattutto nei confronti delle persone di colore. Tali fatti sono diventati così quotidiani, che riempiono giornalmente i media e le cronache americane. Di recente sono finiti sotto i riflettori sia il sindaco Rahm Emanuel, a capo della città dal 2011, sia il dipartimento di polizia perché accusati di aver consegnato in ritardo un videoclip in cui è palese che un poliziotto abbia sparato 16 colpi di pistola ad un adolescente, di colore, per giunta disarmato. Parlando in linea generale, la criminalità nella città continua a salire e proprio lo scorso mese ha raggiunto un’ennesimo record: secondo una recente stima, la città conta 51 omicidi avvenuti solo nel mese di gennaio 2016. Come riporta anche “Ansa”, la quota non era mai stata così alta fin dal 2000. L’anno scorso si era arrivati a circa 29, e nel 2014 solo 20, escludendo dal conteggio anche le sparatorie che, solo nello scorso mese, sono salite a 119 da 241 dell’anno precedente.

Le “giustificazioni”
La polizia del posto, ha fornito un unico motivo: sono conflitti risolti “privatamente” tra le bande criminali dell’intera città. Tuttavia salgono a 468 i delitti compiuti nel 2015, il 12,5% in più rispetto al 2014. Le sparatorie sono 2900 il 13% in più rispetto all’anno passato. Cifre piuttosto gravi con cui, unite alle recenti accuse di diversificazione razziale da parte della polizia americana, la città di Obama non fa certo una bella figura.



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