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Usa shock, madre costringeva le proprie bimbe a girare video per adulti per rivenderli ai pedofili

Bimbe di 5 e 7 anni costrette a girare video pornografici dalla stessa madre, che poi li rivendeva ai pedofili. La donna era stata condannata all’ergastolo per gli scempi commessi, ma ha poi deciso di patteggiare: starà in carcere fino al 2056

Usa shock, madre costringeva le proprie bimbe a girare video per adulti per rivenderli ai pedofili

Una scioccante notizia che arriva dalla contea di Montgomery, in Texas (Usa), quella che vede protagoniste due sorelline di cinque e sette anni, costrette a girare video pornografici dalla loro stessa madre. La mamma mostro è la 31enne Vanessa Patricia Ganung, adesso condannata a 40 anni di reclusione da un tribunale della contea con gravissime accuse: girava filmini per adulti ma con le figlie per poi rivenderli ai pedofili che la contattavano. A dare l’allarme su tali crimini è stato un parente della donna, che dopo aver visto per sbaglio un video inequivocabile sul suo telefonino l’ha denunciata alla polizia. È stata arrestata nel 2013 al termine di un’indagine che ha portato gli inquirenti a scoprire nella sua abitazione materiale pedopornografico e immagini riguardanti le figliolette con in mostra i loro genitali, costrette inoltre dalla madre a rendersi protagoniste di veri e propri atti di natura sessuale. Gli inquirenti hanno anche scoperto che la 31enne aveva dato il via a un vero e proprio mercato illecito di materiale pedopornografico. «Questa donna non può essere considerata una madre. È stata soltanto un mezzo attraverso il quale queste due ragazze, che ora stanno recuperando l’infanzia perduta, sono arrivate sulla terra. Nulla di più. Non può essere che definita un mostro per quello che ha fatto», ha commentato ai microfoni dell’emittente Fox il procuratore generale Mary Nan Huffman.

Ha deciso per il patteggiamento
Inizialmente Vanessa Ganung era stata condannata all’ergastolo per gli scempi commessi, ma ha poi deciso di patteggiare, facendosi ridurre la pena a 40 anni. Finirà di scontarla nel 2056, e nel preciso momento in cui metterà piede fuori dal carcere verrà iscritta nel registro dei molestatori sessuali del Paese per il resto della sua vita. Durante il processo la donna si è detta sopraffatta dal rimorso e ha cercato di motivare le sue deplorevoli azioni nei confronti delle figlie dicendo di aver subìto molestie da bambina. Le piccole vittime adesso stanno bene e vivono con alcuni parenti in un comune del Wisconsin.



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