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Vercelli, violenze e umiliazioni nella casa di cura di Borgo d’Ale: 18 arresti

«Dietro a una facciata di funzionalità si nascondeva un luogo di torture, soprusi e orrori». Arrestati 18 dipendenti della casa di cura “La Consolata” di Borgo d’Ale: picchiavano e umiliavano anziani e disabili, li calpestavano e li costringevano a maltrattarsi a vicenda

Vercelli, violenze e umiliazioni nella casa di cura di Borgo d’Ale: 18 arresti

Ennesimo caso di violenze e maltrattamenti nei confronti di anziani e disabili. Questa volta un blitz delle forze dell’ordine nella casa di cura “La Consolata” di Borgo d’Ale, nel Vercellese, ha permesso l’arresto di 18 dipendenti dell’istituto, accusati per gravi maltrattamenti su anziani e disabili ospitati nella struttura. Secondo quanto riportato gli anziani venivano presi a schiaffi e calci, strattonati per i capelli, picchiati e umiliati ripetutamente, spesso menati con manici di scopa e chiavi, in quello che era diventato un vero e proprio luogo di tortura. Coloro che dovevano prendersi cura degli anziani li sottoponevano invece a vessazioni e umiliazioni continue, e qualche volta li costringevano a giacere per terra per essere calpestati. Secondo la Questura le vittime accertate sono dodici e oltre 300 sarebbero gli episodi di violenza nei loro confronti perpetuati dai 18 dipendenti finiti in manette. I responsabili sono stati prelevati dal posto di lavoro nel corso di un blitz di polizia, carabinieri e Guardia di finanza, eseguito nel pomeriggio del 19 febbraio e coordinato dal sostituto procuratore Davide Pretti. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che in alcuni casi i pazienti malati psichici venivano costretti a maltrattare altri ospiti della struttura, mentre altre volte venivano chiusi a chiave nelle loro stanze e lasciati lì nonostante le ripetute e disperate richieste di aiuto. Come scrive la Questura di Vercelli, «dietro a una facciata di funzionalità si nascondeva un luogo di torture, soprusi e orrori».

A denunciare il padre di una paziente
A far partire le indagini, lo scorso agosto, una denuncia contro ignoti presentata dal padre di una delle pazienti. L’uomo avrebbe riferito che ogni qualvolta si recava in visita alla figlia trovava sul suo corpo segni di percosse e maltrattamenti, e che il personale quando chiedeva chiarimenti si giustificava dicendo che la paziente si era infortunata per le precarie condizioni fisiche. La squadra mobile ha quindi installato delle telecamere di videosorveglianza nella casa di riposo per scoprire quello che vi succedeva quotidianamente, ovvero quello che la questura ha definito «un quadro sconvolgente per la brutalità, crudeltà e la mancanza di umanità con cui venivano trattati quotidianamente gli ospiti da parte del personale addetto». Eseguite undici custodie cautelari in carcere e sette arresti domiciliari.



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