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Wanna Marchi e figlia, aggredite al semaforo da zingare: video-polemica su Facebook

Le due donne sono state aggredite al semaforo da due zingare a Milano. Stefania Nobile ha diffuso un video di lamentela su Facebook dove denunciano l’accaduto. Forti le loro parole: «Quelle zingare che lavano i vetri, tr**e che dovrebbero tornare a casa loro»

Wanna Marchi e figlia, aggredite al semaforo da zingare: video-polemica su Facebook

«Dovrebbero tornare a casa loro». È così che Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile hanno spiegato in un video l’aggressione subita martedì 20 luglio. In un primo momento non specifica chi sarebbe stato ad aggredirla, limitandosi a inveire contro i responsabili dell’accaduto. In seguito, in risposta alla domanda di uno dei suoi fan, Stefania Nobile specifica che le artefici dell’aggressione sarebbero state «quelle zingare che lavano i vetri». Si riferisce alle persone, donne in questo caso, appostate tradizionalmente accanto ai semafori delle strade più trafficate di ogni città. Nel video Stefania Nobile, 51enne, spiega: «Noi siamo state appena praticamente aggredite. I tg e i giornali ci hanno abituato, non proviamo più compassione. Però c’è anche da dire che c’è qualcosa che va al di là. Io, che non ho paura neanche del demonio, che debba aver paura a passare da viale Lunigiana a Milano all’incrocio con Melchiorre-Gioia perché è preso d’assalto da queste put****, maledette da Dio e dagli uomini», continua la donna, specificando come «ti prendono a calci la macchina. Questo no, questo in una città come Milano non deve succedere e io ho tremila cose da fare ma adesso faccio una bella lettera e la mando a questo specie di sindaco che è stato eletto, nessuno l’ha mai visto».

«Mi ha tirato addosso le monetine»
Dopodiché, la parola passa a Wanna Marchi, ben 74 anni, che spiega di un evento accaduto in passato: «Io sono molto più arrabbiata di lei. Io alle donne non do nulla perché sono di una cattiveria paurosa. Una volta c’era uno e non volevo mi pulisse il vetro. Allora per non farmelo pulire, gli ho dato delle monetine. Quando le ha viste, me le ha tirate addosso e una mi è entrata in un occhio, sono rimasta quasi senza un occhio per due settimane. Io penso che debbano andare fuori dall’Italia», conclude l’ex regina delle televendite. Stefania Nobile ha poi concluso spiegando: «Poi il Papa viene a dirci: ‘Non aiutiamo gli animali, aiutiamo gli essere umani’.

Io dico una cosa cattiva: se io devo scegliere se salvare un cane da sotto una macchina o una di queste tr**e, io salvo il cane. Va bene?», spiegando come avrebbe scritto presto una lettera al primo cittadino di Milano. Le due donne, condannate nel 2009 per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere finalizzata alla truffa, sono tornate in libertà ed ora si dedicano ad un nuovo business: «il primo show online» tramite il sito “LeWanneMarchi.com”, dove una maglietta può arrivare a costare fino a 100 euro, una sciarpa anche 200. Stefania Nobile e Wanna Marchi ora sono tornate a fare televisione nelle reti locali e sono approdate anche sui social network.



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