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Allahu Akbar: il brano dance che scala le classifiche dopo le stragi di Parigi

Tutti si stanno chiedendo perchè, ma è uno dei brani dance più ascoltati e diffusi dopo le stragi di Parigi; composta da un dj nascosto dietro una maschera, pubblicata sette mesi fa la canzone sta raggiungendo milioni di visualizzazioni su Youtube e scalando le classifiche di mezzo mondo

Allahu Akbar: il brano dance che scala le classifiche dopo le stragi di Parigi

Si intitola “Allahu Akbar” (“Allah è grande” in arabo, invocazione tristemente divenuta famosa come grido di battaglia degli integralisti islamici) ed è un brano dance che sta travolgendo le classifiche Spotify e macinando ascolti soprattutto in Inghilterra, Germania, Olanda e Turchia. La canzone non è recentissima, essendo uscita sette mesi fa ad opera di un artista sconosciuto che si fa chiamare Dj Inappropriate, il quale ama esibirsi in pubblico con il volto coperto da una maschera, e sarebbe passata inosservata se non avesse iniziato a raccogliere successo a ridosso delle stragi di Parigi del 13 novembre; ovviamente, sui social sono esplose indignazione e polemiche. Il brano dance è diventato una delle tracce più ascoltate in streaming su Spotify, nella sezione “Viral Chart Uk”, mentre i media inglesi si interrogano sui motivi di tanta estemporanea popolarità. La canzone inizia con l’urlo “Allahu Akbar!”, seguito dai classici motivi dance ripetitivi e martellanti fino allo stremo, per poi proseguire con una litania in arabo; secondo alcuni, potrebbe essere persino una canzone blasfema, dato che l’invocazione è generalmente usata dai muezzim per chiamare i fedeli alla preghiera.

Il brano è scaricatissimo a seguito delle sparatorie di Parigi – Ma, a parte questi dettagli, l’aspetto davvero inquietante è un altro: nelle ultime due settimane, dopo le terribili sparatorie di Parigi, la canzone sta raggiungendo milioni e milioni di visualizzazioni su Youtube, dal quale è scaricatissima un po’ ovunque, comprese le Nazioni in cui vi sono grandi comunità musulmane. Il problema vero, a ogni modo, non è il testo, che non incita affatto alla jihad, ma chiaramente i riferimenti impliciti al terrorismo e all’Isis preoccupano molte persone.



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