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Arabia Saudita, condannata alla lapidazione per adulterio: per l’amante “solo” cento frustate

Condannati per lo stesso reato ma con pene differenti. Lei, 45enne sposata, verrà presto bersagliata con pietre fino alla morte, mentre l’amante, lavoratore single, è stato condannato ad una pena molto minore: cento frustate

Arabia Saudita, condannata alla lapidazione per adulterio: per l’amante "solo" cento frustate

Due amanti sono stati scoperti in atteggiamenti inequivocabili e condannati per lo stesso reato, ma per loro la pena è differente. Lei, una donna sposata di 45 anni, è stata condannata alla lapidazione per aver tradito il marito, mentre lui, un lavoratore single, sarà sottoposto “solo” a cento frustate. Succede in Arabia Saudita, dove vige la Sharia, la legge islamica che prevede la pena di morte per diversi reati, come appunto l’adulterio, ma anche il traffico di droga, l’apostasia e la stregoneria. In Arabia Saudita, paese accusato più volte dalle associazioni non governative di diverse violazioni dei diritti umani, la lapidazione viene inflitta per lo più alle donne. L’amante verrà “solamente” frustato proprio perché single e non ha tradito quindi nessuno, ma la donna, una domestica 45enne dello Sri Lanka assunta presso una famiglia di Raid, verrà presto bersagliata con pietre fino alla morte. Lei stessa aveva confessato l’adulterio lo scorso agosto, quando è stata poi arrestata. «Abbiamo presentato appello contro la sentenza. In più si sta muovendo anche lo Sri Lanka e ci sono negoziati in corso a livello diplomatico», ha detto Upul Deshapriya, portavoce del Foreign Employment Bureau a Riad.

Nel 2015 oltre 150 persone giustiziate in Arabia Saudita – Da una recente dichiarazione di Amnesty International è emerso che quest’anno sono state oltre 150 le persone giustiziate in Arabia Saudita, la maggior parte delle quali sono state decapitate davanti ad una grande folla. Ad essere giustiziati soprattutto lavoratori stranieri provenienti da paesi poveri, che non conoscono l’arabo e le loro leggi. Sono infatti migliaia gli uomini e le donne dello Sri Lanka che lavorano in Arabia Saudita come domestici o autisti, e che secondo Amnesty International sono i più vulnerabili perché non conoscono appieno le leggi della Sharia.



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