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Attentati Parigi, blitz di Saint Denis: riconosciuto il cadavere di Abaaoud tra i morti

Ieri è giunta la conferma ufficiale: Abdelhamid Abaaoud, la mente delle stragi di Parigi, è morto nel corso del blitz della polizia francese a Saint Denis. L’identificazione è stata possibile grazie alla comparazione delle tracce di Dna

Attentati Parigi, blitz di Saint Denis: riconosciuto il cadavere di Abaaoud tra i morti

Ormai è ufficiale: Abdelhamid Abaaoud, la mente delle stragi targate Isis di Parigi, è rimasto ucciso nel corso del raid della polizia francese nel suo appartamento-covo di Saint Denis; lo ha annunciato la procura di Parigi. Il cadavere del terrorista belga è stato rinvenuto completamente crivellato di proiettili tra le macerie dell’appartamento devastato da uno scontro a fuoco durato sei ore e dalla cugina di Abaaoud, Hasna, che si è fatta esplodere con un gilet bomba, prima donna kamikaze in Europa per l’Isis. Il corpo della mente stragista è stato identificato con certezza grazie alla comparazione delle tracce di campioni di Dna. Secondo recenti indagini, il defunto Abaaoud sarebbe stato implicato in almeno quattro dei sei attentati sventati la scorsa primavera in Francia, come dichiarato dal ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve; tra questi, gli attentati falliti contro una chiesa della regione di Parigi e quelli del Thalys. Ma non solo: si è scoperto che l’uomo reclutava, o tentava di farlo, donne in Spagna per convincerle ad unirsi all’Isis, come affermato dal ministro dell’Interno spagnolo Jorge Fernandez Diaz e riportato dai media locali: «Cercava di contattare spagnoli, soprattutto donne, sui social network per convincerli ad unirsi all’Isis e ripopolare il Califfato».

Una figura di primo piano per il Califfato, con un ruolo importante nell’organizzazione degli attacchi – Gli inquirenti di Parigi sono certi che Abaaoud abbia avuto un ruolo di primo piano, se non di ideatore, nell’organizzazione degli attentati di venerdì 13 novembre; il suo curriculum di terrorista era tale che fin da settembre il nome dell’uomo circolava fra i possibili obiettivi degli attacchi aerei francesi in Siria. Noto per i suoi proclami jihadisti sul web sin dal 2013, Abaaoud compare per la prima volta sui giornali subito dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo. Ma risulta essere anche il capo della cellula jihadista di Verviers, in Belgio, sgominata lo scorso 15 gennaio dalla polizia; in quell’occasione, Abaaoud riuscì a fuggire e viene messo sempre più in relazione sia con l’attentato al museo ebraico di Bruxelles che con quello, fallito, contro una chiesa di Villejuif. Fuggito in Siria, amico dell’altro protagonista, ancora latitante, della strage di Parigi Salah Abdeslam e noto tra i militanti dell’Isis come Abou Omar Al Baljiki (cioè, “il belga”) si era vantato diverse volte con i compagni di averla fatta franca più volte in Europa, nonostante fosse ampiamente ricercato dai servizi segreti di molti Paesi, sostenendo che «Allah ha reso ciechi gli infedeli» che lo cercavano, ma che a Saint Denis c’hanno visto benissimo ponendo fine alla sua parabola jihadista.


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