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Brunei, sultano vieta severamente il Natale: “Cinque anni di carcere a chi festeggia”

Assolutamente vietato indossare simboli religiosi, accendere candele, fare e inviare cartoline di auguri, addobbare alberi di Natale e cantare inni religiosi. Il ministro degli Affari Religiosi: «Il sultano preserva così il credo della comunità musulmana»

Brunei, sultano vieta severamente il Natale: "Cinque anni di carcere a chi festeggia"

«Vietato il Natale: niente canti religiosi, addobbi o auguri». È questa la severa decisione del sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, uno degli uomini più ricchi del mondo. E come ogni divieto anche questo ha le sue sanzioni, e tutt’altro che lievi. Il sultano ha infatti disposto una contravvenzione assurda e severissima per chi non osserva la sua volontà: ben 5 anni di carcere. Dal 1967 a capo del piccolo Paese al confine con la Malaysia la cui fortuna è quella di galleggiare su un mare di petrolio, il sultano ama molti lussi occidentali e si fa vedere spesso a Londra, ma in Brunei è più che intransigente da quando nel 2014 ha introdotto la sharia come legge di Stato. Oltre a vietare la vendita e il consumo di alcolici e a disporre forti restrizioni sulla pratica di religioni diverse da quella islamica, la loro religione ufficiale, Hassanal Bolkiah ha deciso che il Natale quest’anno non debba essere assolutamente festeggiato. E per festeggiare si intende l’ostentazione pubblica del Natale, ovvero indossare simboli religiosi, accendere candele, fare e inviare cartoline di auguri, addobbare alberi di Natale e cantare inni religiosi. Praticamente tutto. Circa il 35% dei 420.000 abitanti del Brunei, ovvero i non musulmani, possono però santificare il Natale, anche se non in totale libertà: solo all’interno della loro comunità e solo dopo averne dato la comunicazione alle autorità.

«Così preserviamo il nostro credo»
Il ministro degli Affari Religiosi del micro-Stato ha così spiegato la decisione del sultano: «In questo modo preserviamo il credo (aqidah) della comunità musulmana». Con questa dichiarazione emerge il timore, già riscontrato dalle parole degli imam del Brunei, di come il nostro Natale possa fare breccia tra i musulmani, la cui fede sembrerebbe non essere particolarmente salda.



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