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California: sparatoria in un centro disabili, 14 morti. Si teme terrorismo interno

Ennesima strage di terrorismo interno negli Stati Uniti, la furia killer delle armi facili stavolta ha colpito un centro sociale per disabili in California. Almeno 14 le persone che hanno perso la vita. Si stava svolgendo una festa di Natale

California: sparatoria in un centro disabili, 14 morti. Si teme terrorismo interno

Troppe stragi nelle strade americane in questi tempi in cui il terrore è dietro l’angolo. Questa volta in California, nella città di San Bernardino, con circa 200 mila abitanti ed è a circa 100 chilometri da Los Angeles. Ancora una volta una sparatoria folle in un centro sociale. E’ fin dalla tarda serata di ieri che di ora in ora aumentano il numero di morti. Attualmente si parla di 14 morti e 18 feriti. All’inizio si pensava fosse solo una rapina finita male, ma prima di sera la polizia e lo sceriffo hanno appurato che gli uomini erano entrati nel centro sociale proprio per fare una strage. L’Inland Regional Center, che si trova nella periferia della città accanto ad un campo da golf, è aperto da quasi 10 anni e di sera pratica attività ricreative dedicate a persone disabili di tutte le età ed è un’organizzazione sanitaria non profit della zona. Ci lavorano circa 670 dipendenti e durante l’irruzione, si stava svolgendo una festa di Natale del centro.

I killer hanno lasciato un pacco sospetto
I cecchini erano 3 uomini caucasici armati fino ai denti con giubbotti anti proiettile, divise militari e delle maschere da sci sul viso per non farsi riconoscere. I tre sono entrati nel centro sociale ed hanno iniziato a sparare follemente a chiunque si trovasse davanti, anche per strada. «Un uomo armato è entrato nel centro e ha iniziato a sparare. Ho visto corpi a terra». È il racconto di una testimone che si è salvata perché si è chiusa a chiave dentro l’ufficio ed è riuscita ad avvisare la polizia, arrivati quasi immediatamente. Chiamati anche i vigili del fuoco e ambulanze per soccorrere tutti i 17 feriti che si sono avvicinati alle porte principali, sperando d’essere salvati. Presenti sul posto anche gli uomini dell’Fbi che sono riusciti ad entrare nel palazzo. Mentre evacuavano l’edificio un po’ per volta, scansando i 14 cadaveri trovati lungo i corridoi, i tre criminali sono fuggiti da una finestra del primo piano. Nel frattempo, in un centro commerciale accanto al centro sociale, mentre i poliziotti accerchiavano la zona, è stato trovato un pacco bomba sospetto, sembrerebbe proprio lasciato dai killer.

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La bomba ha distratto i poliziotti mentre i tre criminali fuggivano – Dopo aver evacuato lo stesso centro commerciale e i palazzi adiacenti, sono stati chiamati gli artificieri che hanno fatto brillare il pacco dal robot degli artificieri. E mentre i Vigili del Fuoco e le ambulanze, soccorrevano altri feriti anche gravi, grazie all’aiuto anche della compagnia di autobus che ha messo a disposizione i propri trasporti per le vittime, la polizia ora è alla ricerca dei fuggitivi. I tre, che ora si sospettano essere militari professionisti, sono scappati a bordo di un Suv nero verso il sud della regione. L’area della sparatoria, che include anche il centro commerciale in cui è stata trovata la bomba tra il 13000 block of S. Waterman Avenue e Park Center Circle, è stata chiusa al traffico. Tutte le scuole e gli edifici nel distretto di San Bernardino sono stati posti in “lockdown”, cioè nessuno può entrare o uscire. All’inseguimento sono partite decine di auto della polizia e le squadre speciali Swat che hanno ammesso di aver colpito ed ucciso uno dei tre killer, ancora in fuga. I media locali stanno già diffondendo le informazioni necessarie per aiutare la polizia a catturare i criminali. «I tre killer sapevano quello che facevano». Le prime parole del capo della polizia di San Bernardino, lo sceriffo Jarrod Burguan, in una conferenza stampa avvenuta questa mattina. «Sono entrati nell’edificio con un obiettivo ben preciso, come se avessero una missione da compiere». E quando gli è stata posta la domanda riguardante un attentato terroristico, lui ha risposto di sì, precisando la sua risposta: «Siamo di fronte a una situazione di terrorismo interno» ha concluso.

Obama: «Troppe sparatorie, Il Congresso faccia qualcosa»
«Troppe sparatorie, basta. Il Congresso deve fare qualcosa per prevenire la violenza delle armi da fuoco». Così il presidente Barack Obama, informato minuto per minuto sugli eventi ha espresso l’opinione negativa anche dopo il recente episodio di Colorado Springs della scorsa settimana. «Abbiamo una no-fly list per le persone che non possono salire sugli aerei, ma le stesse persone possono entrare in un negozio e acquistare un’arma. Questa legge deve essere cambiata. C’è una frequenza di sparatorie di massa in questo Paese che non ha uguali in nessun altro posto al mondo» ha aggiunto infine. Commenti di commiato e di sostegno per la tesi di Obama, la stessa tesi su cui i repubblicani sembrano assolutamente contrari, giungono su Twitter da Hillary Clinton che ha scritto: «Bisogna agire per fermare la violenza con le armi subito», assecondata anche da Donald Trump e Jeb Bush. Tuttavia, le armi da fuoco continuano a fare più danni che altro in America. Fin dal gennaio scorso, si contano oltre 12 mila persone uccise da armi da fuoco in, oltre 300 le stragi consumate.



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