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Caserta, bimba morta per tumore non diagnosticato: in manette un pediatra e la moglie

Il pediatra e la moglie, accusata per esercizio abusivo della professione medica, dovranno rispondere di omicidio colposo: non diagnosticarono tumore ad una bimba di tre mesi, poi morta, prescrivendole antinfiammatori per crisi di pianto e difficoltà urinarie e mai una visita medica specialistica

Caserta, bimba morta per tumore non diagnosticato: in manette un pediatra e la moglie

Hanno avuto una bambina in cura per due anni, senza accorgersi che la piccola era affetta da un neuroblastoma al quarto stadio, cioè un tumore maligno già metastatizzato a fine 2013 e che poi la uccise. Adesso un medico, A.C., e la moglie E.P., sono ai domiciliari per omicidio colposo. Dovranno rispondere inoltre di violazione dei sigilli, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e sostituzione di persona: la donna è anche accusata di esercizio abusivo della professione medica, in quanto affiancava il marito pediatra in una struttura sanitaria privata di Casal di Principe (Caserta). Ad eseguire l’ordinanza emessa dalla Procura di Napoli Nord sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, che hanno anche eseguito il decreto di sequestro del centro medico privato dove operavano i due coniugi. La bimba, che morì nel 2014, alla tenera età di tre anni, all’ospedale Santobono di Napoli, era in cura dal pediatra accusato dal 2011, quando aveva solo tre mesi, perché presentava una particolare sintomatologia. Come scrivono i giudici nell’ordinanza «a seguito di varie visite, anche tramite ecografie, furono prescritte diverse cure, ma non fu mai prescritta una visita medica specialistica». Le sofferenze della piccola perduravano, ma il pediatra decise di seguire la sua patologia solo con antinfiammatori.

I genitori accusati dal pediatra di riservare troppe attenzioni alla figlia
Nel settembre del 2013 i genitori della bimba, non vedendo ancora alcun miglioramento, e in seguito ad una forte crisi di pianto e di difficoltà urinarie, la riportarono al Centro sanitario, dove però furono quasi cacciati via, addirittura “rei” di riservare troppe attenzioni alla figlia, e convinti a continuare con l’antinfiammatorio già prescritto in precedenza. Il pianto però non cessava, così i genitori della piccola hanno deciso di consultare altri medici, recandosi al Santobono di Napoli. Qui, tramite un’ecografia, fu riscontrata la presenza di un’estesa massa tumorale che, a seguito di ulteriori approfondimenti al Policlinico, è risultata essere un Neuroblastoma al IV stadio: un tumore maligno metastatizzato che ormai non le dava più speranze. La bimba è rimasta in cura un altro anno in ospedale, ma non è riuscita a farcela. Dalla consulenza tecnica compiuta su mandato della Procura è emersa la colpevolezza del pediatra e della moglie: «una colposa sottovalutazione della sintomatologia anche attraverso un’omissione dei doverosi approfondimenti diagnostici che determinò un ritardo nella diagnosi». È scattata dunque la denuncia nei loro confronti, adesso sono ai domiciliari per omicidio colposo, esercizio abusivo della professione medica e altri reati.


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