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Charlie Chaplin ritorna al cinema con “Il grande dittatore” in versione restaurata

Da lunedì prossimo, “Il grande dittatore”, uno dei capolavori di Charlie Chaplin, tornerà al cinema; grazie al restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna, il film uscirà nelle sale in versione originale, con i sottotitoli e una scena inedita

Charlie Chaplin ritorna al cinema con il "Il grande dittatore" in versione restaurata

Dopo settant’anni, “Il grande dittatore” tornerà a brillare sul grande schermo; il capolavoro di Charlie Chaplin del 1940, un pamphlet ironico contro ogni tipo di dittatura, uscirà lunedì nei cinema in uno smagliante HD grazie al restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna. Con questo film, Chaplin attuò una geniale parodia di Adolf Hitler in un periodo in cui la Seconda Guerra Mondiale non era ancora entrata nel vivo per poi successivamente sprofondare nell’orrore delle stragi di massa e dei campi di concentramento; per la prima volta, in Italia il film sarà distribuito nelle sale in versione originale con i sottotitoli, mentre nel successivo dvd ci saranno anche un booklet e il documentario “Chaplin ritrovato: il grande dittatore”, corredati da alcune perle emerse dall’archivio della Cineteca, come le indicazioni di regia alla co-protagonista, e terza moglie, Paulette Goddard. Ma la vera chicca sarà una sequenza inedita e per molti anni considerata perduta, ritrovata dalla Cineteca nel 2011: un flashback, ambientato in una birreria, che racconta scherzosamente come nacque l’idea delle doppie croci, parodia della svastica nazista e simbolo del partito del dittatore Adenoid Hynkel.

Un film in cui Charlot salva poeticamente il mondo – Il film è anche l’ultimo prodotto da Chaplin in cui compare il personaggio che lo ha consegnato all’immortalità, il vagabondo Charlot, ed è anche l’unica pellicola in cui l’ometto parla. Dopo aver tenuto duro in tutti gli anni Trenta continuando a girare i due film muti “Luci della città” e “Tempi moderni”, nel 1940 anche Chaplin capitolò all’industria cinematografica adottando per la prima volta il sonoro proprio nel “Grande dittatore”; ma adesso si scoprirà come la pellicola fosse stata concepita inizialmente come un film su Napoleone, mentre Chaplin si preparò per la parte visionando centinaia di filmati delle adunate di Hitler ed anche di Benito Mussolini, sul quale è stato modellato il personaggio di Benzino Napaloni, arguta parodia del Duce interpretata da Jack Oakie. Nel film Chaplin interpretò sia il dittatore logorroico Hynkel sia Charlot (suo sosia), al quale nel finale del film affida il suo monito per la pace nel mondo: un monologo “rischioso” cinematograficamente (dura cinque minuti, in primo piano e senza controcampi), ma in cui Chaplin si destreggia abilmente tra vecchia pantomima e nuovo ricorso alla parola, usando le battute giuste senza annoiare neppure un secondo e risultando persino poetico. Film contrastato anche negli Usa, in Europa restò invisibile per anni a causa della guerra e in Italia uscì solo nel 1949.


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