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Morto Licio Gelli: fondatore della loggia P2, aveva 96 anni. Uomo dei mille misteri

Gelli aveva 96 anni e si è spento due sere fa nella sua dimora di Villa Wanda, ad Arezzo; Gran Maestro della famigerata loggia P2, i suoi poteri occulti sconvolsero l’Italia della Prima Repubblica negli anni Ottanta

Morto Licio Gelli: fondatore della loggia P2, aveva 96 anni. Uomo dei mille misteri

Due sere fa è morto nella sua residenza di villa Wanda, ad Arezzo, Licio Gelli, uno degli uomini più potenti e misteriosi dell’Italia della Prima e Seconda Repubblica; i funerali saranno tenuti oggi alle 15 a Pistoia, sua città d’origine, mentre la camera ardente è stata allestita ieri mattina nella chiesa della Misericordia, nel centro storico aretino. Gelli verrà poi tumulato nella cappella di famiglia del cimitero monumentale della Misericordia a Pistoia, dove riposa la prima moglie Wanda. Chiamato, di volta in volta, “il venerabile”, “il burattinaio” o “Belfagor” (soprannome, quest’ultimo, che condivideva con Giulio Andreotti) per tutti Licio Gelli era il Gran Maestro dell’arcinota loggia P2, fautrice di diversi intrighi politici e sociali della Prima Repubblica. Nato a Pistoia nel 1919, Gelli si arruolò a 18 anni come volontario delle camicie nere di Franco durante la guerra civile spagnola degli anni Trenta; senza un’ideologia specifica (fu infatti fascista, repubblichino, partigiano, democristiano e persino comunista), dopo aver sposato Wanda Vannacci, che lo rese padre di quattro figli, Gelli si trasferì nel dopoguerra in Sardegna e poi in Argentina, dove fu vicino a Peron. Tornato in Italia, svolse diverse mansioni e, nel contempo, si iscrisse alla massoneria nel 1963. Nel ’66 fu trasferito nella loggia P2 (dove la P sta per Propaganda), fondata a fine Ottocento per favorire l’adesione riservata di personaggi pubblici; nel 1975, la P2 viene sciolta, ma Gelli, nel frattempo nominato Gran Maestro, la rifonda quasi subito e la rende potentissima, capace di influenzare, in modo incredibile, qualsiasi settore della politica, della società e della finanza. Quando tutto verrà fuori, nel 1981, per il mondo politico di allora fu una catastrofe immane.

La loggia P2 e i segreti italiani
Negli elenchi della P2 figurano importanti personalità politiche di ieri e anche di oggi, finanzieri come Michele Sindona e Roberto Calvi, editori, giornalisti, militari, personaggi dei servizi segreti, prefetti, questori, magistrati e persino attori. Tra questi, anche il nome di Silvio Berlusconi. Gelli e la P2 risultano legati, in modo diretto o meno, a buona parte dei grandi misteri italiani del Novecento, dal fallito golpe Borghese alla strategia della tensione, da Sindona alla morte di Calvi, fino al sequestro Moro, le scalate nei gruppi editoriali, la mafia e Tangentopoli; pare fosse implicato anche nella strage di Bologna del 1980. Nel 1981, a seguito di alcune inchieste, scatta per lui il mandato di cattura, ma è già latitante; tra arresti e fughe, sarà estradato in Italia solo nel 1988, ma ottiene quasi subito la libertà provvisoria per motivi di salute. Nel 1997 ricevette un altro mandato di arresto, ma fu revocato dal ministero della Giustizia per un errore accertato; nel 1998, la Cassazione gli conferma la condanna a 12 anni per il crack del Banco Ambrosiano. Gelli fugge di nuovo, ma viene arrestato dopo quattro mesi. Gli vengono concessi i domiciliari, che scontò a Villa Wanda, residenza che però gli fu sequestrata nel 2013 per un’indagine su alcuni debiti verso il fisco; nonostante tutto, continuò a viverci, e nel gennaio scorso gli fu restituita perchè era scattata la prescrizione dei reati fiscali. Era stato anche sentito nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia, a proposito degli intrecci tra la P2, l’eversione e i servizi segreti.



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