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Omicidio Trifone e Teresa, c’è una nuova indagata: la fidanzata di Giosuè Ruotolo

La ragazza è stata iscritta nel registro degli indagati e sarà sentita mercoledì mattina; sarebbe più volte caduta in contraddizione nel corso di un’interrogatorio in Campania. Fino ad oggi, l’unico indagato per il delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, avvenuto lo scorso marzo, era Giosuè Ruotolo

Omicidio Trifone e Teresa, c'è una nuova indagata: la fidanzata di Giosuè Ruotolo

C’è un nuovo nome nel registro degli indagati per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, avvenuto a Pordenone lo scorso 17 marzo; si tratta di Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo. La 24enne, che sarà sentita mercoledì mattina dai giudici, è accusata di favoreggiamento e false attestazioni. Secondo l’accusa, sarebbe caduta più volte in contraddizione nel corso di un interrogatorio a cui è stata sottoposta in Campania dal pool di magistrati in trasferta; all’epoca dell’omicidio era stata sentita come persona informata sui fatti, ma adesso la sua posizione processuale è cambiata e dovrà essere accompagnata da un legale, anche se potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Dalle indagini è risultato che la donna avrebbe taciuto alcune situazioni di cui era al corrente avvenute nelle immediatezze del delitto; sono al vaglio degli inquirenti anche gli sms e le comunicazioni via chat tra i due fidanzati nelle ore precedenti e seguenti il delitto. Pare che alcune di queste siano state repentinamente cancellate. A ogni modo, gli investigatori escludono un qualsiasi coinvolgimento diretto della ragazza nell’omicidio: al momento del delitto, era infatti lontana centinaia di chilometri da Pordenone.

L’unico indagato finora era Ruotolo
Trifone Ragone e Teresa Costanza furono uccisi la sera dello scorso 17 marzo a Pordenone, nel parcheggio di una palestra dove avevano fatto pesistica. Finora, l’unico indagato era Giosuè Ruotolo, commilitone ed ex coinquilino di Ragone, la cui auto sarebbe stata ripresa da alcune telecamere nei pressi del luogo del delitto; sarebbe stato lui a sparare i sei colpi di pistola letali per i due. Ruotolo, dopo il delitto, è stato interrogato diverse volte dagli investigatori, ma ha fornito sempre la stessa versione che non ha mai soddisfatto nessuno: era in casa da solo al momento del delitto, collocato temporalmente qualche minuto prima delle 20. Il suo appartamento è inoltre collocato in pieno centro di Pordenone, a una manciata di minuti dalla palestra dove si è consumato l’omicidio. Un tragitto facile da percorrere a piedi senza dare nell’occhio, ma al momento non è stato ancora chiarito neanche il movente.



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