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Omicidio Yara, Bossetti sbotta in aula per la prima volta: “Solo bugie su di me”

Per la prima volta, ieri mattina, Massimo Bossetti è sbottato in aula nel corso di un’udienza del processo per l’omicidio di Yara Gambirasio, di cui è l’unico imputato; ieri i giudici hanno voluto ascoltare le testimonianze di alcuni suoi colleghi

Omicidio Yara, Bossetti sbotta in aula per la prima volta: "Solo bugie su di me"

Per oltre un anno è stato zitto, o meglio, non ha mai parlato moltissimo Massimo Bossetti; invece ieri mattina, per la prima volta, ha sbottato in aula in preda al nervosismo: «Mi state solo denigrando, sono tutte bugie su di me!». Il motivo è stata la testimonianza di un collega di lavoro interrogato dai giudici, il quale ha raccontato che una volta Bossetti gli avrebbe confidato di volersi suicidare perchè aveva grossi problemi con la moglie Marita; a quel punto, il carpentiere, in carcere dal 16 giugno 2014 in quanto unico imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha perso la pazienza ed è scattato in piedi all’interno della gabbia nell’aula di tribunale proferendo le frasi riportate. Il testimone interrogato era il suo collega di lavoro Ennio Panzeri, che lavorava con lui in un’azienda a Monte Marenzo (Lecco). L’uomo era stato convocato dall’accusa per verificare l’atteggiamento che Bossetti aveva sul lavoro; Panzeri è intervenuto sostenendo che Bossetti gli aveva manifestato l’intenzione di volersi suicidare perchè, a suo dire, non riusciva più a sopportare il rapporto con la moglie Marita.

Bossetti ha parlato in merito alla discoteca vicina al luogo del ritrovamento – Appena Panzeri ha finito di rendere la sua testimonianza, Bossetti è scattato in piedi e ha gridato le frasi riportate alla Corte ed anche allo stesso testimone; la Procura ha inoltre chiamato a testimoniare anche altre persone, tutti colleghi di lavoro del carpentiere di Mapello, che hanno riferito di atteggiamenti “strani” dell’imputato sul posto di lavoro. Bossetti è anche intervenuto a proposito della discoteca “Sabbie Mobili”, che si trova vicino al luogo in cui fu rinvenuto il cadavere della piccola Yara, il 26 febbraio 2011: «Esisteva già a Sotto il Monte con una precedente gestione – ha detto – ma io frequentavo il “Gabbiano” di Chignolo».



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