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Paga 50mila euro per uccidere un rarissimo esemplare di elefante: solo le zanne pesavano 54 chili

Il responsabile della Zimbabwe Conservation Task Force: «Non tolleriamo la disuguaglianza della legge: è assurdo che un uomo del posto che uccide un elefante per sfamare la sua famiglia rischia il carcere, mentre un cacciatore benestante, non solo non rischia nulla ma può anche portarsi il trofeo a casa»

Paga 50mila euro per uccidere un rarissimo esemplare di elefante: solo le zanne pesavano 54 chili

Dopo “Cecil”, il famoso leone del parco nazionale Hwange nello Zimbabwe ucciso lo scorso luglio da Walter Palmer, il dentista americano e cacciatore di frodo appassionato di caccia grossa sportiva, a fare la stessa brutta fine è uno degli elefanti più grandi dello stato africano. Quello che resta di lui sono solamente delle foto, pubblicate sui social network, che lo mostrano esanime. Accanto all’animale, fiero e in bella posa un cacciatore occidentale. A denunciare il fatto l’associazione che si occupa della conservazione animale dello Zinbabwe, la “Zimbabwe Conservation Task Force”, che ha riferito la notizia a tutti i media facendole fare il giro del mondo per tentare un modo per porre fine a queste atrocità. L’elefante, un esemplare rarissimo (solo uno su 15mila è così maestoso), arrivato da un parco del Sudafrica, è stato ucciso nel Parco nazionale di Gonarezhou (Gonarezhou National park) da un cacciatore di origini tedesche, che orgoglioso del suo bottino si è fatto scattare una foto insieme all’animale poco dopo averlo ucciso. Pare che l’uomo pagò addirittura 50mila euro per avere il permesso di procedere con l’uccisione dell’elefante durante una battuta di caccia lunga diverse settimane.

Il cacciatore tedesco avrebbe pagato 50mila euro per ottenere il permesso di uccidere il maestoso elefante – L’uomo, accompagnato da una guida del luogo, era arrivato nello Zimbabwe per abbattere i cosiddetti “grossi cinque”: un leone, un bufalo, un leopardo, un rinoceronte e un elefante. Il responsabile della “Zimbabwe Conservation Task Force”, Johnny Rodrigues, ha spiegato che si trattava dell’esemplare più grosso che si vedeva da oltre 30 anni, un esemplare più unico che raro, e che solo le zanne dell’animale pesavano oltre 54 chili. «Non conosciamo ancora l’identità dell’uomo ma vogliamo che subisca la stessa gogna mediatica di Walter Palmer, il dentista americano che alcuni mesi fa ha ucciso il leone Cecil», ha spiegato Rodrigues. «Quello che non tolleriamo è la disuguaglianza della legge: se un uomo del posto uccide un elefante per sfamare la sua famiglia rischia dai 5 ai 15 anni di prigione. Se invece un cacciatore straniero benestante uccide un esemplare così bello, non solo non rischia nulla ma può anche portarsi il trofeo a casa. E’ davvero assurdo, oltre che un’azione spregevole», ha concluso.


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