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Pd, proposta di legge shock: targa e bollo per le bici. Su Twitter parte la protesta

Diverse associazioni di ciclismo si sono già scagliate contro l’ipotesi di emendamento e su Twitter è già partita la protesta con l’hashtag #LaBiciNonSiTocca. Marco Filippi, senatore Pd, spiega che varrebbe solo per attività commerciali tipo i risciò, ma gli amanti del ciclismo hanno paura che in questo modo «potrebbe essere fermata ogni persona che pedala con due sacchi della spesa». Andrea Mandelli (FI): «E’ il picco surreale della vocazione di sinistra a tassare la qualunque»

Pd, proposta di legge shock: targa e bollo per le bici. Su Twitter parte la protesta

Per la serie ‘tasseranno anche l’aria’. Lo dice il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli su Twitter in risposta all’ipotesi di emendamento al Codice della Strada che prevede tassa e identificazione dei veicoli a pedali, proposta da Marco Filippi, senatore Pd. Le polemiche e le proteste riguardanti il ddl in questione sono sempre più accese tanto che da ieri su Twitter l’hashtag più popolare in Italia è proprio #LaBiciNonSiTocca. Ma il senatore che l’ha proposto dopo tutto il caos creato ha spiegato che «varrebbe solo per le attività commerciali, tipo i risciò». Ma le proteste non si placano e decine e decine di ciclisti italiani si scagliano contro Filippi e la sua ‘assurda’ idea di introdurre bollo e targa obbligatori anche per i veicoli a pedali. Si tratta del ddl 1638, già approvato in prima lettura alla Camera nell’ottobre 2014 e ora in discussione in commissione al Senato, che prevede l’introduzione di un’idonea tariffa per i proprietari di due tipi di veicoli: delle motoslitte, e appunto «delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale». Per idonea tariffa s’intende proprio una sorta di tassa simile a quella automobilistica, mentre per modalità d’identificazione s’intende una targa. E molte associazioni di ciclisti proprio non ci stanno, tanto che è partita una protesta su Twitter con l’hashtag #LaBiciNonSiTocca. E nonostante Filippi abbia spiegato che è tutto limitato ai veicoli a pedali adibiti a trasporti di merci e persone per attività commerciale, gli animi non si placano, perché a detta dei sostenitori della protesta «qualora l’emendamento del Senatore Filippi dovesse essere modificato prevedendo l’applicazione solamente ad attività di natura commerciale ci dovremo aspettare che la polizia fermi qualunque ciclista sprovvisto di targa che porti delle banalissime buste della spesa che penzolano dal manubrio perché sospettato di fare consegne a domicilio per il panettiere di quartiere».

Da Forza Italia: «La sinistra vuole tassare la qualunque. A questo punto manca solo l’aria…» – In realtà il vero obiettivo del senatore livornese era contrastare l’abusivismo per la disciplina del settore commerciale. Sempre su Twitter ha infatti scritto: «Basta bengalesi che portano pizza e pacchi o i cinesi che trasportano turisti». Ma secondo il suo criterio gli appassionati di ciclismo replicano che così «dovrebbe essere fermata ogni persona che pedala con due sacchi della spesa». Ad infiammare gli animi ci pensa anche il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli: «Pd vuole imposta su #bicilette: è il picco surreale della vocazione di sinistra a tassare la qualunque. A questo punto manca solo l’aria…». «Passano gli anni, si rottamano i segretari, ma la sinistra non cambia. E’ sempre quella dell’abnorme pressione fiscale e del rifiuto sistematico a tagliare la spesa pubblica per mantenere strapuntini e prebende. Il risultato lo pagano i contribuenti, con una valanga di tasse, le più improbabili», ha scritto sul social.



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