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Revenge porn, dopo Google anche la Microsoft si schiera contro la “vendetta dell’ex”

E’ guerra in rete al Revenge porn: dopo la decisione di Mountain View annunciata a giugno, anche la Microsoft vuole combattere la “vendetta dell’ex”.

Dopo Google anche la Microsoft si schiera contro il revenge porn

Il Revenge porn, ribattezzato da molti come la “vendetta dell’ex” dell’era moderna, verrà bandito anche dal motore di ricerca ‘Bing’. Il search della Microsoft si appresta dunque a compiere il passo già intrapreso da Google il mese scorso. Per chi non lo sapesse il ‘Revenge porn’ è la pubblicazione online di foto o video di nudo o sesso esplicito, da parte di ex fidanzati o compagni, senza l’autorizzazione dell’ex partner. Il classico esempio che ha suscitato molto clamore negli ultimi anni è quello di Belen Rodriguez con l’ex fidanzato che ha pubblicato in rete il video di un loro rapporto sessuale. La Microsoft attraverso un post pubblicato sul blog dell’azienda, ha ufficializzato di voler dare la possibilità di eliminare dai propri risultati di ricerca il ‘Revenge porn’ con un nuovo meccanismo di segnalazione.

Nella nota scritta da Jacqueline Beauchere, a capo dell’ufficio per la sicurezza online, si legge: «Quando qualcuno condivide immagini intime di qualcun altro senza aver ricevuto autorizzazione, gli effetti possono essere devastanti. Sfortunatamente, il fenomeno del ‘Revenge porn’ è in crescita in tutto il mondo. È in grado di danneggiare praticamente ogni aspetto della vita della vittima: relazioni, carriera e attività sociali. Nei casi più gravi, ha persino portato al suicidio».


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