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Rubava i soldi destinati alla carità: sequestrati beni per 500mila euro all’ex abate Pietro Vittorelli

Durante il suo mandato all’Abbazia di Montecassino l’alto prelato Pietro Vittorelli si sarebbe appropriato indebitamente di ben 500mila euro, destinati a finalità di culto e ad opere caritatevoli. Lo aiutava il fratello Massimo, suo intermediario finanziario

Rubava i soldi destinati alla carità: sequestrati beni per 500mila euro all’ex abate Pietro Vittorelli

I finanzieri del Nucleo speciale della polizia valutaria di Roma hanno sequestrato beni di un valore di 500mila euro a Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, e al fratello Massimo. A quanto pare durante il suo mandato, terminato due anni fa, l’alto prelato si sarebbe impossessato dell’ingente somma di denaro prelevandola dai conti dell’Abbazia e da quelli destinati alle opere di carità. Gli investigatori che indagano sulla vicenda hanno riferito con certezza che Vittorelli, 53 anni, abusando del suo ruolo e avendo accesso illimitato ai conti dell’Abbazia, si sarebbe indebitamente appropriato di ben 500mila euro. Secondo la procura, i soldi da lui sottratti, destinati a finalità di culto e ad opere caritatevoli, sarebbero stati riciclati in varie tranche attraverso alcuni passaggi dai vari conti correnti che gestiva il fratello Massimo, che facendogli da intermediario finanziario trovava sempre il modo per far rientrare il denaro nelle tasche dell’ex prelato, che lo spendeva poi per uso privato. A disporre il sequestro il Gip del Tribunale di Roma Vilma Passamonti, su richiesta del pm Francesco Marinaro della Procura capitolina ed eseguito dai militari del nucleo speciale di polizia valutaria delle Fiamme Gialle.

Sottratto mezzo milione di euro destinati ai meno abbienti
Pietro Vittorelli è nato a Roma nel 1963 e all’età di 53 anni si è laureato in Medicina per entrare subito dopo come postulante nell’Abbazia di Montecassino. Ha rinunciato al ruolo di abate lasciando il monastero benedettino nel giugno del 2013 dopo essere stato colpito da una grave crisi cardiaca a cui seguì una lunga degenza e una terapia riabilitativa. Con l’arrivo di Papa Francesco Montecassino aveva subìto una specie di ispezione interna dopo che si era presentato il forte sospetto di grossi ammanchi, facendo finire così Pietro Vittorelli al centro dell’inchiesta. «Sono basito. È impensabile che un sacerdote del monastero più importante d’Europa, se non del mondo, possa aver sottratto mezzo milione di euro destinati ai meno abbienti. Nel nostro Comune seguiamo non senza difficoltà 700 poveri al mese», ha commentato il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Patrarcone.


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