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“The Revenant”: Leonardo Di Caprio di nuovo sul grande schermo per vincere l’Oscar

L’anno prossimo uscirà nei cinema di tutto il mondo “The Revenant”, diretto da Alejandro Gonzalez Inarritu e con protagonista Leonardo Di Caprio; si tratta di un kolossal epico e, secondo quanto detto dallo stesso Di Caprio, molto difficile da realizzare

"The Revenant": Leonardo Di Caprio di nuovo sul grande schermo per vincere l'Oscar

L’inizio del 2016 sarà segnato dal ritorno di Leonardo Di Caprio nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con il film “The Revenant”, un grande kolossal girato con un massiccio dispendio di mezzi e che i rumors già si affrettano a definire epico; oltre alla presenza del divo americano (che non fa mistero di sperare di poter finalmente vincere l’Oscar con questa pellicola), il film può contare sulla regia del bravo Alejandro Gonzalez Inarritu (“21 grammi”, “Babel”, “Birdman”). Nel corso dell’anteprima di “The Revenant”, presso l’Academy’s Samuel Goldwyn Theatre di Los Angeles, Di Caprio non ha esitato a definire il film «il più difficile della mia vita», non solo per le condizioni estreme di lavorazione ma anche per le difficoltà tecniche incontrate. Durante l’intervista, l’attore ha spiegato che la macchina da presa era costretta a muoversi in spazi impervi, con soli novanta minuti disponibili di luce per poter girare in buone condizioni per la fotografia, quindi si è trattato di una pellicola difficile non solo per lui come attore, ma anche per coloro che vi hanno preso parte, dagli altri attori fino ai tecnici. Se detto da uno che ha recitato in un altro film molto difficile da girare come “Titanic”, allora ci puoi credere sulla parola.

Anche il regista ha confermato le difficili condizioni di ripresa – Le enormi difficoltà tecniche e di ripresa incontrate nel corso della lavorazione sono state confermate da Inarritu, che ha raccontato inoltre che spesso i ciak avvenivano anche con temperature proibitive, a meno trenta gradi. E non è certo stato il massimo per uno come lui, messicano abituato alle temperature tropicali per tre quarti all’anno; adesso speriamo solo che il film abbia successo e li ripaghi per tutti i mesi di lavoro duro.


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