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Usa, scrive una lettera al medico che le salvò la vita l’11/9: commovente la sua reazione

Era l’11 settembre 2001 e Ashli, che aveva pochi mesi di vita, doveva essere sottoposta urgentemente ad un trapianto di fegato. L’organo pronto per lei però non poteva arrivare in tempo a causa dei voli sospesi per il devastante attacco terroristico, così la madre le ha donato parte del suo. Oggi sta bene e ha voluto scrivere una lettera al medico che la salvò. L’uomo è stato così felice di leggere quelle parole che ha deciso di farle una sorpresa a scuola. L’incontro è stato così commovente che ha fatto sciogliere in lacrime tutti i presenti

Usa, scrive una lettera al medico che le salvò la vita l'11/9: commovente la sua reazione

Stava per morire a nemmeno un anno di vita. Una rara malattia congenita la stava strappando ai genitori, le aveva messo fuori uso il fegato ed è stata sottoposta d’urgenza ad un trapianto. Una storia di immenso dolore, e forse alla fine anche di rassegnazione che si è inaspettatamente conclusa con un lieto fine. La bimba malata oggi ha 15 anni e sta bene. Si chiama Ashli Taylor, vive con la famiglia a Temple, in Texas, e oggi vive felice e grata quell’adolescenza che avrebbe potuto non arrivare mai a causa della grave patologia, grazie alla mamma che le ha donato l’organo, e quindi il doppio dopo della vita, e al suo medico. Ringrazia ogni giorno la madre per questo, ma non era mai riuscita a guardare in faccia l’uomo che l’ha operata con successo per dirgli un semplice e sincero “grazie”. Così ha scritto una lettera al suo salvatore, il dottor Robert Goldstein. Il medico, commosso e piacevolmente colpito dal gesto della ragazza, ha deciso di farle una sorpresa raggiungendola proprio mentre era a scuola. Il loro incontro è stato così commovente che tutti in classe hanno iniziato a piangere a dirotto, toccati dalla magia di un momento così unico e bello.

L’organo non arriva in tempo per i voli interrotti dell’11 settembre 2001 – Ashli Taylor è nata con una cirrosi congenita e a pochi mesi di vita, il 21 giugno 2011, è stata inserita nella lista nazionale per i trapianti in attesa di un fegato nuovo. Ma nell’attesa si è aggravata ulteriormente rischiando di morire. I suoi genitori hanno ricevuto infine un’allarmante chiamata dall’ospedale: era l’11 settembre del 2001 e Ashli aveva bisogno di un trapianto immediato di fegato. Ma la situazione si è complicata ancora di più a causa del devastante attacco terroristico alle Torri Gemelle. L’organo che dovevano trapiantare ad Ashli si trovava infatti in un altro Stato e per la mancanza di voli non sarebbe mai arrivato in tempo. Così la madre della piccola si è sottoposta a tutte le analisi e ha scoperto che era compatibile con la figlia. Poco dopo erano entrambe pronte per il delicato intervento, eseguito al Baylor University Medical Center di Dallas. Ad operare proprio il dottor Goldstein, che con la massima cura e professionalità ha rimosso parte del fegato alla mamma trapiantandolo alla piccola. Da allora conduce una vita normale, seppur con qualche difficoltà, e non ha mai dimenticato quel medico che le ha salvato la vita.

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Il medico riceve la sua lettera e le fa una sorpresa
Quasi 15 anni dopo gli ha scritto una lettera per ringraziarlo: «Probabilmente non hai idea di chi io sia, ma hai avuto un grande impatto nella mia vita. So che hai avuto tanti pazienti nel corso degli anni che hanno apprezzato il tuo lavoro. Ma la vita della mia famiglia sarebbe stata totalmente diversa se non ci fossi stato tu». Dopo aver inviato la commovente missiva Ashli non ci aveva più pensato e continuava la sua vita tra la famiglia e la scuola, fino a che un giorno, proprio mentre si trovava in classe, al Temple High School, il dottor Goldstein le ha fatto una sorpresa. È entrato in aula e le si è parato davanti dicendole: «Indovina chi sono?». Ma Ashli non conosceva il suo aspetto e non riusciva a capire chi fosse. «Sono il tuo chirurgo. Mi hai scritto una lettera ed è stato fantastico», le ha detto. A quel punto la ragazza, sopraffatta dall’emozione e dalla gratitudine, lo ha abbracciato e piangendo a dirotto gli ha detto: «Non me lo aspettavo. Gli sono davvero grata, per tutto. I medici spesso non si ringraziano, ma loro hanno bisogno di sapere quanto il loro lavoro sia apprezzato». La scena ha commosso compagni e insegnanti, e sicuramente tutti quelli che ne sono poi venuti a conoscenza.



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