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Alaska, rapita e violentata sei volte al giorno per 5 settimane: salva grazie a Facebook

Daniel Selovich l’ha tenuta segretata nel suo cottage in Alaska per 5 settimane, picchiandola e violentandola ripetutamente. La vittima credeva che prima o poi l’avesse uccisa, e invece è riuscita a contattare un suo amico su Facebook Messenger e chiedere aiuto. Il processo è stato fissato per la fine di gennaio

Alaska, rapita e violentata sei volte al giorno per 5 settimane: salva grazie a Facebook

«Avrei preferito essere mangiata da un orso che continuare ad essere fisicamente e sessualmente aggredita da quell’uomo». A parlare, davanti ad un tribunale di Fairbanks, in Alaska, è una giovane donna vittima di continui stupri perpetuati da Daniel Selovich, un 37enne di Manley Hot Springs che si fa chiamare ‘Il Pirata’. L’uomo deve rispondere delle accuse di sequestro di persona, stupro, violenza sessuale e lesioni personali aggravate. Da quanto riportato dai media locali pare che Selovich abbia rapito la donna, che preferisce rimanere anonima, portandola nella sua villetta in Alaska, dove è rimasta segretata per almeno 5 settimane, costretta a sottostare alle sue voglie. L’avrebbe stuprata almeno 40 volte alla settimana, tenendola legata per il collo con una corda in modo che non potesse sfuggire alle sue grinfie. Inoltre le autorità hanno riferito che l’uomo, il cui volto è coperto da un enorme tatuaggio tribale, avrebbe picchiato, preso a pugni e frustato con una cintura la sua prigioniera. La vittima, che ha passato 5 settimane di puro inferno senza potersi difendere o fuggire, davanti al tribunale ha detto che avrebbe «preferito fuggire dal suo aggressore ed essere, eventualmente, mangiata da un orso piuttosto che continuare ad essere fisicamente e sessualmente aggredita da quell’uomo».

«Ti taglio la faccia da orecchio a orecchio» – Sulla base delle dichiarazioni della vittima le autorità hanno riportato che i due già si conoscessero prima dei drammatici fatti. Si sarebbero incontrati all’aeroporto di Fairbanks il 26 settembre, e avrebbero passato insieme alcuni giorni in un motel di Fairbanks, consumando un rapporto consensuale. Poi si sarebbero spostati nel cottage di Daniel a Manley Hot Springs, un piccolo villaggio alla fine di Elliott Highway. Ma le intenzioni dell’uomo erano terribili. Da subito ha legato insieme mani e piedi della sua vittima con un nastro adesivo, l’ha picchiata brutalmente e poi ha iniziato a violentarla per almeno sei volte al giorno. L’avrebbe stuprata persino mentre le puntava un coltello al collo dicendole: «Ora ti taglio la faccia da orecchio a orecchio». In quell’episodio la donna è anche svenuta dallo spavento, ormai era convinta di non uscire viva da quell’incubo, che il suo aggressore prima o poi la uccidesse. Ma fortunatamente un giorno è riuscita ad approfittare di qualche attimo di distrazione di Selovich per avvertire un suo amico tramite Facebook Messenger, chiedendo l’intervento delle autorità sul posto. L’uomo è stato quindi arrestato e accusato di stupro, sequestro di persona e aggressioni. All’interno del cottage sono stati ritrovati nastro adesivo, coltelli e un pezzo di corda legata alla trave del letto. Il suo processo è fissato per la fine di gennaio. Intanto lui continua a negare le accuse.



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