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Alfano: “Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona”

Con il Giubileo straordinario in arrivo e il terrorismo islamico che ogni giorno mette paura e ansia, Maria Latella ha deciso di chiedere al ministro dell’Interno Alfano in che livello di sicurezza si trova in nostro Paese e se ci sia un possibile legame tra terrorismo e criminalità organizzata

Alfano: "Nel nostro Paese si può stare tranquilli, il sistema di intelligence funziona"

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano durante un’intervista esclusiva rilasciata a Maria Latella per il programma che conduce su Skytg24, ha parlato del terrorismo che negli ultimi nove giorni è rientrato prepotentemente a mietere terrore, ansia e paura nelle popolazioni di tutto il mondo, con su tutte quelle europee e gli Stati Uniti. Da non sottovalutare anche l’Italia e in particolare Roma, su cui l’Isis ha deciso di mirare i prossimi attacchi. A breve nella capitale prenderà il via il Giubileo straordinario voluto da Papa Francesco e proprio in quei giorni ci sarà allerta massima anche se il pensiero di Alfano è quello di vivere in un Paese dove il sistema di intelligence funziona e quindi si può stare tranquilli, ma afferma che comunque «nessun Paese è a rischio zero». «La mia sedia è poca cosa rispetto al rischio che si corre se vi fosse un attentato» e incoraggia a non dare «spazio ai professionisti dell’ansia».

Sul Giubileo
«Me ne frego assolutamente dei rischi personali, se perdo il posto di ministro: quello che mi sta a cuore è la questione sicurezza». «Noi abbiamo una regola: lavorare per prevenire un evento negativo, ma nessuno sa cosa poteva accadere». «Per quanto riguarda il Giubileo sono all’opera i professionisti dell’ansia, come per la sicurezza sull’Expo, dove alla fine abbiamo avuto oltre 20mln di visitatori e solo qualche episodio di piccola cronaca. Il loro obiettivo è non farci stare bene». «Non esiste nessuna confederazione di Stati che abbia cancellato i confini interni e non presidiato quelli esterni». «Venerdì abbiamo preso alcune decisioni: se arrivi in Europa da fuori non ti guarderanno solo il passaporto ma sarà inviato tutto a una banca dati centrale che controllerà tutte le informazioni su di te».

Non è ancora emerso un legame tra terrorismo islamico e criminalità organizzata – «Un legame diretto e netto tra terrorismo e criminalità organizzata non è ancora emerso in termini netti. Abbiamo alcuni elementi e dobbiamo andare su quelli», assicura il ministro dell’Interno. «Il legame diretto e netto tra terrorismo e criminalità organizzata – aggiunge- non è ancora emerso in termini netti, se emergesse ovviamente lo contrasteremmo ma dobbiamo sempre distinguere tra il calcio giocato e il fantacalcio: abbiamo alcuni elementi e dobbiamo andare su quelli».



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