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Arrestato in Germania latitante siciliano: uccise la sorella e violentò la nipote

La polizia di Ludwigshafen (Germania) ha tratto in arresto il latitante siciliano Giuseppe Vaiana di 55 anni; l’uomo deve scontare in Italia una condanna all’ergastolo per aver ucciso nel 1990, assieme al fratello Claudio, la sorella Caterina e il pastore Paolo Favara. Un contesto squallido dietro l’omicidio

Arrestato in Germania latitante siciliano: uccise la sorella e violentò la nipote

E’ stato arrestato dalla polizia tedesca a Ludwigshafen, mentre si trovava all’interno di un Internet cafè: si è conclusa così la latitanza del 55enne Giuseppe Vaiana di Castelvetrano (Trapani) dopo le indagini del Gico della guardia di Finanza di Palermo. Vaiana si era reso latitante lo scorso 11 maggio dopo essere stato definitivamente condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Trapani assieme al fratello Michele Claudio, già detenuto. I due, il 24 agosto 1990, uccisero la loro sorella Caterina in un ovile di Campobello di Mazara (Trapani) insieme al pastore Paolo Favara, accusato di essere l’amante della donna. Le due vittime avevano rispettivamente 33 e 30 anni; furono uccise con alcuni colpi di un fucile da caccia calibro 12. Secondo quanto ricostruito, i due fratelli Vaiana uccisero la sorella perchè non avrebbero accettato la sua relazione con Favara. In realtà, all’origine dell’omicidio non c’era nessun “senso dell’onore”, ma solo una triste vicenda di degrado familiare, abusi, pedofilia e denaro

Vaiana aveva violentato la nipote
Il cold case è ripartito nel 2013 dopo le denunce di una figlia di Caterina Vaiana e di un figlio di Paolo Favara; i due fratelli Vaiana avevano interessi diversi ad uccidere le due vittime. Giuseppe aveva timore di venire denunciato in quanto aveva abusato sessualmente proprio della nipote, figlia della sorella, che all’epoca aveva solo sette anni, mentre Michele Claudio voleva rientrare in possesso di tredici milioni che aveva prestato alla sorella per l’acquisto del gregge che curava proprio assieme all’altra vittima, Paolo Favara. Attraverso nuovi interrogatori e riscontri, la procura di Marsala è finalmente giunta a quella verità che i due fratelli avevano cercato di nascondere in tutti questi anni. A maggio è giunta la sentenza definitiva della Corte d’Assise, ma Vaiana era riuscito a scappare.



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