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Bambino rimasto invalido dopo vaccino anti-polio: risarcito dopo più di 30 anni

Dopo la vaccinazione antipolio si manifestarono le prime reazioni sul bambino, sebbene si continuò a fare le altre vaccinazioni obbligatorie. La sua famiglia riceverà il risarcimento grazie a una sentenza della Cassazione che ha rifiutato il ricorso del ministero della Salute

Bambino rimasto invalido dopo vaccino anti-polio: risarcito dopo 30 anni

Il bambino rimase invalido dopo la vaccinazione anti-polio ed ora riceverà l’indennizzo. La storia, cominciata nel 1981, si è conclusa solo pochi giorni fa con una sentenza della Cassazione pubblicata proprio il 1° febbraio che ha rifiutato il ricorso del ministero della Salute stabilendo che il giovane ha diritto a ricevere un risarcimento come previsto dalla legge 210 del 1992. La vicenda, come ricostruita da ‘La Tribuna di Treviso’, è iniziata circa 30 anni fa, nel 1981, in cui venne coinvolto un ragazzino della cittadina di Vittorio Veneto (Treviso), che ora ha 37 anni, sottoposto al tempo alle vaccinazioni obbligatorie. Qualche giorno dopo la vaccinazione, che sarebbe stato l’antipolio, si manifestarono le prime reazioni avverse. Allo stesso quotidiano l’avvocato Francesco Terruli, legale della famiglia, ha spiegato: «Purtroppo hanno continuato a fare tutte le altre vaccinazioni. La conseguenza è stata un ulteriore aggravamento che ha interessato il suo sistema nervoso e immunitario». In seguito la diagnosi fu di encefalopatia epilettica con grave ritardo psicomotorio e del linguaggio. A quel punto il genitore del ragazzo, che fu nominato amministratore di sostegno del figlio, si costituì in giudizio davanti al Tribunale di Treviso contro il ministero della Salute pur di ottenere il riconoscimento dell’indennizzo.

Codacons alle famiglie: «Denunciare possibili reazioni avverse»
Il Tribunale ha così subito disposto una consulenza tecnica e, tramite la stessa, è stato confermato il legame di causalità tra le patologie e le vaccinazioni. Così, il ministero, è stato “condannato” al pagamento del risarcimento previsto della legge 210/1992. Il ministero però ha poi effettuato ricorso alla sentenza di primo grado, e la sentenza, come ricostruisce la stessa Cassazione, è giunta alla Corte d’appello di Venezia. Quest’ultima, nel 2013, ha confermato la sentenza del Tribunale di Treviso ed il dicastero, in risposta, ha poi presentato ricorso in Cassazione spiegando come la richiesta di risarcimento era stata presentata oltre i termini di legge. Tuttavia, la Cassazione, ha poi rigettato il ricorso, stabilendo che non vi è stata decadenza del termine e che «il ricorso deve essere rigettato perché manifestamente infondato», come si legge nel dispositivo.

Secondo il Codacons, la sentenza stabilisce «il diritto delle famiglie ad essere indennizzate nel caso in cui le vaccinazioni producano reazioni avverse e danni alla salute. Apre ora la strada a migliaia di cause risarcitorie contro il ministero della Salute da parte di quelle famiglie che, per via delle nuove norme regionali e comunali che impongono la vaccinazione per la frequentazione di scuole e asili, dovessero riscontrare reazioni avverse ai vaccini nei propri figli». L’associazione, che spiega di aver già ricevuto «centinaia di segnalazioni da genitori che denunciano danni da vaccino esavalente», sollecita le famiglie a rivolgersi all’associazione «per denunciare possibili reazioni avverse».



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