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Brasile shock: in 33 stuprano una sedicenne, poi pubblicano il video sul web

E’ attualmente ricercato dalla polizia brasiliana un gruppo di oltre trentatré uomini, colpevoli di aver stuprato una sedicenne a Rio De Janeiro e di aver poi postato il video della violenza su Internet. Una vicenda che ha sconvolto il Paese carioca

Brasile shock: in 33 stuprano una sedicenne, poi pubblicano il video sul web

La polizia brasiliana sta attivamente ricercando in tutto il Paese sudamericano un gruppo di oltre trentatré uomini ritenuti colpevoli dello stupro di una ragazzina di sedici anni a Rio de Janeiro e di aver postato poi il video della violenza su Internet. Tra i mandati di arresto emessi figura anche uno per il fidanzato della giovane, una promessa del calcio brasiliano. La notizia è stata diffusa dalla Bbc: la ragazzina si era recata sabato scorso in casa del fidanzato, che si trova in una comunità povera di Rio de Janeiro, dove sarebbe stata poi drogata. La giovane si è svegliata il giorno dopo, completamente nuda e ferita, in un’altra casa e solo dopo qualche giorno, avendo visto il video della violenza condiviso su Twitter dai suoi aguzzini, ha realizzato cosa le fosse successo. Il filmato dura solo 40 secondi, ma è stato subito visualizzato e condiviso da molte persone scatenando centinaia di commenti misogini o comunque critici nei confronti della sedicenne prima di essere rimosso.

In 33 stuprano una 16enne: le proteste degli attivisti
Lo stupro di gruppo ha provocato una campagna online contro quella che gli attivisti chiamano “una cultura della violenza” in Brasile. La violenza sessuale ha sconvolto il Paese carioca e decine di gruppi di attivisti per i diritti delle donne hanno indetto alcune proteste per i prossimi giorni sotto l’hashtag #EstuproNuncaMais. Un collettivo di giornalisti ha anche postato un’immagine satirica che rappresenta alcuni cittadini, muniti di corna, che insultano una vittima di stupro di aver provocato gli aggressori usando frasi come “ma guarda i vestiti”, “se l’è cercata”, “16 anni e ha già un figlio”, “era sotto effetto di droghe”. Il gruppo UN Women delle Nazioni Unite ha chiesto alle autorità brasiliane di indagare sul caso, ma di non invadere la privacy della vittima; secondo gli esperti, in Brasile molti casi di stupro non vengono denunciati perchè le vittime temono di essere incolpate o hanno paura di ritorsioni.



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