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Bussero (Mi): insegue e uccide un uomo a colpi di pistola per strada, fermato vigile urbano

La vittima si chiamava Gianfranco Ambrosoni, 53 anni, litografo disoccupato, mentre il presunto omicida, Salvatore Empoli, 44 anni, è un vigile urbano in servizio al Comando di Segrate

Bussero (Mi): insegue e uccide un uomo a colpi di pistola per strada, fermato vigile urbano

Una vera e propria esecuzione spietata si è consumata due sere fa a Bussero, nell’hinterland milanese; intorno alle dieci, Gianfranco Ambrosoni, 53 anni, del posto, è stato ucciso con alcuni colpi di pistola in mezzo alla strada principale del paese. Un vero agguato, dato che Ambrosoni, che si trovava a bordo della propria auto, è sceso ed ha cercato di darsi alla fuga, ma è stato raggiunto e ucciso con quattro colpi, tutti alla testa. Poche ore dopo l’omicidio, i carabinieri di Cassano D’Adda hanno arrestato il presunto omicida, un uomo di 44 anni, vigile urbano e residente a Bussero, di nome Salvatore Empoli. L’uomo, originario di Matera e in servizio presso il Comando di Segrate, è stato trovato in possesso di tre pistole, regolarmente denunciate; ha anche precedenti penali in materia di stupefacenti risalenti al 1995 e per guida in stato di ebbrezza nel 2003. Nel corso di una perquisizione notturna, sono stati rinvenuti e sequestrati la presunta arma utilizzata per il delitto, una semiautomatica North American Arms, e i sei bossoli esplosi, di calibro 7,65. Al momento, non sono stati ancora chiariti i motivi che hanno spinto Empoli a sparare, anche se qualcuno sostiene di averlo visto litigare con Ambrosoni all’interno di un bar, una o due ore prima del delitto.

La vittima era disoccupata ed era conosciuta come una persona tranquilla – Conosciuto in paese come una persona tranquilla, Gianfranco Ambrosoni viveva poco lontano dal viale Europa, dove è stato ucciso, insieme alla madre dopo essersi separato dalla moglie; aveva avuto qualche piccolo problema in passato e per molti anni era stato senza lavoro, ma sembra che ultimamente avesse trovato un impiego. La sua, bene o male, era una vita irreprensibile, senza nulla che potesse attrarre l’attenzione. A suo carico, dai terminali dei carabinieri, non è risultato niente più che qualche infrazione al codice della strada. Saranno ora le indagini a stabilire cosa sia successo prima dell’esecuzione.



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