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Cagliari, favori sessuali in cambio di voti alti. 10 anni di carcere al prof di matematica

L’imputato dovrà scontare una pena di 10 di reclusione per violenza sessuale, concussione e atti sessuali con minorenni. I ricatti sono iniziati nel 2005: promozioni e ottimi voti per chi lo assecondava, bocciature per le giovani che lo rifiutavano

Cagliari, favori sessuali in cambio di voti alti. 10 anni di carcere al prof di matematica

Dieci anni di carcere. È questa la condanna sentenziata dal Gup Giuseppe Pintori nei confronti di Marcello Melis, il professore di Matematica dell’istituto magistrale Eleonora D’Arborea di Cagliari, accusato di violenza sessuale, concussione e atti sessuali con minorenne. Il docente, 48enne, ricattava le alunne per ricevere buoni voti e promozioni chiedendo in cambio prestazioni sessuali. Diverse sono le studentesse coinvolte, una delle quali ha raccontato di essere stata stuprata in aula dal prof durante i corsi di recupero, mentre un’altra compagna controllava sulla porta che non passasse nessuno per i corridoi. La pena del Gup è stata però più mite rispetto alla condanna richiesta dal pm Rita Cariello, che aveva sollecitato per i 14 anni di carcere. L’inchiesta era partita dopo la denuncia della vicepreside dell’istituto, alle cui orecchie arrivavano ormai da tempo le terribili voci delle violenze che si susseguivano nelle aule di Melis. Nessuna studentessa ricattata aveva mai avuto il coraggio di denunciare le violenze subite, fino a che una giovane, in lacrime, ha deciso di squarciare il velo di vergogna e non farsi più intimidire raccontando della relazione con Melis che andava avanti da mesi e di quello che l’uomo faceva ad un’altra sua compagna di classe. Un’altra testimone ha riferito che «piuttosto che di matematica parlava spesso di manette, frustini, sesso e pillola del giorno dopo». L’accusa ha precisato che Melis avrebbe iniziato a ricattare le alunne tra il 2005 e il 2009. Quasi tutte erano ancora minorenni, e costrette a subire abusi sessuali dall’insegnante per avere buoni voti o promozioni. Chi si rifiutava invece portava a casa brutti voti, se non addirittura la bocciatura. Adesso l’imputato dovrà scontare 10 anni di reclusione, meno di quanto meritasse, ma comunque una pena pesante se si calcola che aveva scelto il rito abbreviato.



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