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Ddl processo penale: pene più severe per furti, scippi e voto di scambio

Le modifiche che riguardano il nuovo ddl sul processo penale hanno riscontrato risultati positivi in Parlamento; 14 dei 34 articoli sono stati approvati, sono previste pene più severe per i reati contro il patrimonio e il voto di scambio tra politici e mafiosi

Ddl processo penale: pene più severe per furti, scippi e voto di scambio

Due giorni fa a Montecitorio, governo, opposizione e maggioranza si sono uniti per inasprire alcune pene; l’Aula ha approvato quattordici dei 34 articoli da modificare che rientrano nel pacchetto del ddl sul processo penale aumentando le pene per i reati contro il patrimonio, ma accantonandone quattro tra cui l’11, il quale riguardava il termine di tre mesi entro cui il pm, concluse le indagini, dovrebbe chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. Per quanto riguarda gli altri articoli del provvedimento, tra i quali l’annosa questione delle intercettazioni, il Parlamento ne ha discusso ieri, mentre per il voto si dovrà attendere lunedì o martedì. Il dibattito di due giorni fa ha avuto come fulcro l’inasprimento delle pene per i furti in abitazione, gli scippi e le rapine, i cui aumenti hanno riguardato i minimi previsti per le pene, che salgono, rispettivamente, da 1 a 3 anni e da 3 a 4 anni; aumentate anche le pene pecuniarie, Per quanto concerne il 416 ter, il voto di scambio politico-mafioso introdotto un anno fa, è stato aumentato da 6 a 12 anni. Si è discusso anche del ddl per le intercettazioni, che nei giorni scorsi è stato aspramente criticato dall’Fnsi, che ha definito il diritto di cronaca “in pericolo”. Ma dal Pd sono giunte delle rassicurazioni, anche per la norma che introduce il reato di “registrazioni fraudolente”, punito da 6 mesi a 4 anni di carcere, riproducendo il testo presentato dai berlusconiani nel 2010, la famosa “norma D’Addario”, duramente osteggiato a suo tempo dai democratici.



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